GIIN pubblica il nuovo singolo Nessuna fretta in collaborazione con Giorgio Maria Condemi, per affrontare la perdita e il cambiamento. La cantautrice lo presenta nell’intervista.

GIIN pubblica il nuovo singolo Nessuna fretta feat. Giorgio Maria Condemi in radio e streaming da venerdì 6 giugno per Giungla Dischi/Artist First (disponibile qui). Classe 2003, la cantautrice e chitarrista si sta affermando nella scena musicale italiana grazie a un suono curato e riconoscibile. Dopo la sua partecipazione a Sanremo Giovani 2024 con il brano Tornare al mare, tra le proposte più originali del contest, GIIN (pseudonimo di Ginevra De Tommasi) ha pubblicato l’EP Correre, il primo passo di un progetto che cura la propria crescita senza fretta.
Le ho fatto qualche domanda per conoscerla e presentare il nuovo singolo. Dalle sue parole, emerge una giovane artista consapevole del proprio mezzo e della strada che vuole percorrere, con tenacia e con studio, elemento fondamentale per approcciarsi all’arte con maturità e professionalità.
L’intervista a GIIN per la pubblicazione di Nessuna fretta
Ciao GIIN, benvenuta su Inchiostro Sonoro. A giugno è uscito il tuo nuovo singolo Nessuna fretta in cui la lontananza acquista un valore positivo nei ricordi. Qual è stata l’idea dietro la scrittura?
Ciao, grazie per l’invito.
Ho scritto Nessuna fretta dopo un viaggio, quando sono tornata e mi sono trovata davanti a una situazione che non riuscivo più a trattenere. Invece di viverla con rabbia o tristezza, ho sentito il bisogno di darle una forma più delicata, quasi rispettosa. Non volevo cancellare nulla, solo accettare che a volte le cose finiscono senza colpe, e che lasciarle andare può essere un modo per conservarle per davvero. Ho provato a scrivere una canzone che parlasse di distanza senza dramma, e che esaltasse il fatto che allontanarsi, cambiare, o lasciare andare non deve essere per forza una cosa negativa, ma può essere piena di bellezza e significato. È un po’ l’ultimo atto delle cose, e visto che la vita è fatta di continui inizi e fini, tanto vale imparare a viverlo senza paura.
Nel brano collabori con Giorgio Maria Condemi, musicista e produttore romano. Com’è nato questo incontro?
Giorgio è uno dei chitarristi italiani che stimo di più, ha lavorato con moltissimi artisti italiani sempre avendo un suono molto riconoscibile. E dato che il mio progetto si sviluppa un po’ tutto intorno alle chitarre, che fanno sempre parte del racconto, cercavo qualcuno che sapesse davvero dare peso e direzione a quel suono, e lui è stato perfetto. Ci siamo trovati bene fin da subito, senza bisogno di troppe parole. Ci capiamo.
Anche in Tornare al mare compare il verso “nessuna fretta”. Che visione hai del tempo che passa?
Il tempo mi mette spesso in difficoltà, ma allo stesso tempo mi affascina. Viviamo dentro un’urgenza continua, come se dovessimo arrivare da qualche parte per forza, e in fretta, anche a costo di perdere le cose mentre si cerca di raggiungerle, quindi penso che rallentare sia diventato un atto necessario. Non mi interessa arrivare per prima o fare le cose di corsa. Mi interessa capirle, farle bene, e sentire che ogni passo ha un senso. Per me “nessuna fretta” è quasi un promemoria: non tutto ha bisogno di una scadenza.
Hai partecipato a Sanremo Giovani 2024, eri tra le mie proposte preferite per lo stile che si distingueva dal resto. Cosa ti ha lasciato quest’esperienza? In cosa ti senti cambiata?
È stato il momento in cui ho realizzato che non era più solo “una cosa mia”.
Fino a lì scrivevo, suonavo, mettevo fuori musica, ma non avevo ancora capito quanto fosse concreto tutto questo. Salire sul palco di Sanremo Giovani e andando per la prima volta in tv mi ha fatto un po’ dire: “ok, lo sto facendo per davvero”, ed è una cosa che sto cercando di interiorizzare e sfruttare al massimo.
Nel tuo progetto musicale mescoli il dream pop, nel tuo stile di canto, ai suoni alternative rock in voga sul finire degli anni Novanta. Sei del 2003, come ti sei avvicinata a questo genere? Quali sono i tuoi riferimenti?
Diciamo che sono cresciuta ascoltando questo genere dato che i miei genitori ascoltavano Beatles, Oasis, Cure, Radiohead, quelle cose lì mi sono rimaste per forza addosso, anche senza accorgermene, quindi anche quando crescendo ho iniziato a scoprire musica per conto mio, la strada è sempre stata tracciata da quello che ascoltavo da piccola.
Adesso sto cercando un mio modo di fare le cose. Non mi interessa copiare un’estetica, voglio più che altro capire cosa posso portarmi dietro e cosa no.
Attualmente sei studentessa alla Saint Louis College of Music di Roma. In una società come quella di oggi, in cui sembra che studiare non sia importante, che significato dai alla formazione nel mondo della musica?
Per me studiare significa prendersi sul serio. Se vuoi fare una cosa a lungo, devi anche conoscerla a fondo.
Non è per forza una questione di tecnica, ma proprio di linguaggio in quanto più capisco la musica, più sento di potermi esprimere come voglio. Non credo serva per forza un titolo o un percorso preciso, adesso per esempio mi sto spostando dal Saint Louis al Conservatorio, ma bisogna prendere e imparare il più possibile e dedicare tempo a capire davvero quello che fai.
Grazie GIIN, in bocca al lupo per il tuo progetto!
Il significato di Nessuna fretta
Nessuna fretta, scritta da GIIN e prodotta insieme a Condemi, nasce da un semplice giro di chitarra acustica che ha ispirato la cantautrice a cercare un ensemble capace di valorizzarne appieno l’essenza. Il brano affronta con delicatezza il tema della perdita e del cambiamento. È un pezzo che dà voce al silenzio lasciato da chi se ne va, senza retorica né nostalgia, ma con una consapevolezza matura del tempo che passa e delle trasformazioni inevitabili della vita.
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Il testo di Nessuna fretta
Non mi guardi più con gli occhi
è caduta l’America
quindi è cosi che finisce
quel mondo diverso
che volevamo per noi?
mi mancano quei tuoi capelli
vorrei guardarti tornare
vederti stesa sul letto
mentre perdo tutto il sonno
dove sei tu
dove sei tu
nessuna fretta
nessuna fretta
anche se il tempo
qui non rallenta
non è una guerra
non vince chi resta
voglio soltanto che mi porti con te
forse la stanza era piccola
forse io troppo distante
la colpa non è la tua né la mia
siamo in due a non capire niente mai
dimmi se lo fai anche te
sognarne una più grande
una dove il tempo scorre un po’ più lento
no non mi lamento
è tutto quel che sento
dove sei tu
dove sei tu
nessuna fretta
nessuna fretta
anche se il tempo
qui non rallenta
non è una guerra
non vince chi resta
basta soltanto che mi porti con te

