I Subsonica si sono esibiti con La bolla tour nella location suggestiva dello Sherwood Festival a Padova. Un live che dà valore alla musica e alla sua capacità di modificare la realtà. Il racconto del concerto del 18 giugno.

I Subsonica si sono esibiti il 18 giugno allo Sherwood Festival di Padova per la seconda data de La bolla tour 2024, serie di concerti che li sta portando sui palchi dei festival musicali più importanti d’Italia. La band, composta da Samuel (voce), Max Casacci (produttore e chitarrista), Boosta (tastierista), Ninja (batterista) e Vicio (bassista), è l’emblema dell’elettronica nella penisola ed è una delle formazioni di maggior impatto quando si parla di musica dal vivo. Il concerto racconta i Subsonica dalla genesi del ’96 con uno sguardo che non rinuncia ad esplorare il presente con capacità di critica.
La bolla tour, che toccherà tra le altre anche città come Roma, Napoli, Genova e Teramo, continuerà per tutta l’estate. Qui il calendario e i biglietti.
Foto di copertina di Francesco Dornetto.
Rivivi l’energia del concerto dei Subsonica allo Sherwood di Padova
Le porte dell’estate regalano un’atmosfera calda, c’è l’aria di festa delle grandi occasioni. L’area del parco dello Sherwood Festival è gremita, il parterre e le collinette si riempiono di attesa, il pubblico è eterogeneo: non capita con frequenza che ci sia così tanta varietà, dai più giovani ai fan di vecchia data che accompagnano la band dalla prima ora. Da quel lontano 1996, cornice di questo spettacolo che sostiene “la bolla” dei Subsonica, provocazione e insieme volontà di svelare le crepe di una società che sta rinunciando al futuro.
In 2 ore piene e senza sosta di concerto, il racconto prende le mosse dall’avvicendarsi di alcuni brani tratti dall’ultimo album Realtà aumentata (acquistalo qui), uno dei più apprezzati di quest’anno per il valore musicale e letterario, un monito per ricostruire la società a partire da noi stessi, Cani umani, affamati di una libertà a cui approdare dalla sofferenza. Attraversare il dolore e le difficoltà è la più intensa catarsi, “ti salverà” una nuova consapevolezza, la metamorfosi in una nuova nascita. Il live della band è pieno di energia e di rabbia, il disincanto nel giudicare l’attualità si traduce in una spinta ad agire: così dedica Pugno di sabbia a Paola Egonu, il giorno dopo l’archiviazione dell’accusa di diffamazione nei suoi confronti da parte di Vannacci, canzone che toglie il fiato e diventa un inno contro le discriminazioni, contro “un passato che non passa mai”.
La voce di Samuel incita la platea a saltare e dimostra di non aver perso lo smalto nonostante i quasi trent’anni di carriera, balla e non si risparmia per tutto lo show garantendo una buona resa vocale. Così Boosta fa danzare le sue tastiere, Max e Vicio colorano di riff la serata e la precisione di Ninja regala una ritmica incisiva. La scaletta riassume il progetto “Subsonica” e ne sviluppa il percorso dagli esordi ad oggi, dall’epifania di Tutti i miei sbagli, passando per Aurora sogna, Liberi tutti fino ad arrivare a Istrice e Lazzaro, un racconto che ha come comune denominatore l’importanza di rispettare il proprio sogno, di coltivare la “luce nella confusione” per trasformare l’utopia in realtà. “La realtà è aumentata quando l’utopia si è arresa” affermano in Africa su Marte, provocazione condita di umorismo e pungente amarezza: stiamo vivendo una fase storica in cui abbandonarsi alla superficialità e alle semplificazioni è diventato normale, mentre invece è necessario capire che, per affrontare questioni complesse, bisogna avere uno sguardo più ampio, aperto all’alterità, disposto a mettersi in discussione.
“Ora ognuno può pensarla come vuole, ma c’è un fatto, che quando noi abbiamo questo strumento del voto possiamo decidere di voltarci dall’altra parte, possiamo decidere di sostenere questi [politici, n.d.a.] che sulla narrazione dell’emergenza della migrazione hanno fatto la loro fortuna politica, quindi chiaramente non vorrebbero che finisse mai questa emergenza dei migranti, questo continuo terrore dell’altro, oppure possiamo decidere di fare qualche cosa ma in ogni caso non possiamo pensare di non avere nessuna colpa”.
Max Casacci
Nessuna colpa, uno dei brani di maggior rilievo di Realtà aumentata, è una presa di coscienza forte, la consapevolezza che giochiamo tutti un ruolo determinante nella definizione della società in cui viviamo, che siamo tutti parte del problema perché, con noncuranza e chiusura, scegliamo di voltarci dall’altra parte. Uno dei momenti più alti e sentiti della serata, condivisione di un sentire che ha attraversato il pubblico, un’emozione che si è tradotta in un lungo applauso. La magia che sa creare la musica, quella che fa risuonare i significati del mondo in cui siamo immersi, la musica che rompe le barriere con il coraggio di cercare il Mattino di luce.
Ospite del concerto, Ensi – rapper del torinese amico di lungo corso della band – ha duettato su ben tre brani, tra cui una riuscitissima cover di Aspettando il sole, e i Subsonica gli hanno dato l’opportunità di esibirsi su un suo pezzo.
Segui Inchiostro Sonoro anche su Google News.
Iscriviti alla newsletter
Segui la playlist con la scaletta de La bolla tour
- Cani umani
- Mattino di luce
- Pugno di sabbia
- Africa su Marte
- Veleno
- Aurora sogna
- Liberi tutti
- Discolabirinto
- Nuvole rapide
- Il centro della fiamma
- Giungla Nord
- Grandine
- Universo
- Il cielo su Torino con Ensi
- Scoppia la bolla con Ensi
- Numero uno di Ensi
- Aspettando il Sole (Neffa cover) con Ensi
- Istrice
- Nessuna colpa
- Il diluvio
- Lazzaro
- L’odore
- Tutti i miei sbagli
- Strade

