Vinicio Capossela ‘La cattiva educazione’ con Margherita Vicario: il 25 novembre tutti i giorni

Il singolo di Vinicio Capossela e Margherita Vicario La cattiva educazione affronta con grande delicatezza il tema della violenza contro le donne. Un brano dedicato al 25 novembre per capire quanto sia importante la prevenzione.

Vinicio Capossela Margherita Vicario La cattiva educazione

Vinicio Capossela pubblica il singolo La cattiva educazione (disponibile qui) in collaborazione con Margherita Vicario, in radio e streaming dal 20 ottobre 2023, brano sulla violenza di genere contenuto nell’album Tredici canzoni urgenti (acquistalo qui autografato) del cantautore, vincitore della Targa Tenco come Miglior Album in Assoluto.

“L’urgenza di questa canzone ce la dicono i fatti: in media ogni tre giorni una donna perde la vita, spesso a opera di chi ha più vicino. Ci conosciamo troppo poco, conosciamo troppo poco anche le nostre emozioni, spesso non siamo provvisti di un’educazione che ci consenta di vigilare su noi stessi. Credo sia necessario indagare la cultura in cui nasce la violenza, che ha radici molto antiche. C’è un problema millenario che va dalla mancanza di educazione all’incapacità di gestire le emozioni, il rifiuto e la separazione, all’esercizio del possesso, alla violenza domestica, al silenzio che l’accompagna, all’incapacità di dare un nome a una condizione e a un malessere. La morbosità che accompagna la cronaca dei femminicidi spesso distoglie dalla questione della violenza di genere finendo quasi per assolvere chi esercita il ruolo di spettatore dalle proprie responsabilità. Quasi che il mostro sia sempre “fuori” e questa cosa ci legittimi a non guardarci dentro e a vigilare sui nostri più profondi luoghi di intossicazione e di cattiva educazione”.

Vinicio Capossela

Il significato de La cattiva educazione

Il brano affronta con grande delicatezza il tema della violenza contro le donne, le voci leggere dei due artisti maneggiano le parole con una devozione tale da appoggiarle sul cuore. La cattiva educazione ha il grande pregio di raccontare la condizione femminile in modo trasversale, analizza le motivazioni di un maschilismo così radicato e l’effetto destabilizza: il contrasto tra la dolcezza delle voci e la schiettezza del testo è straniante e arriva con grande fermezza. Non c’è più tempo per indorare la pillola, il patriarcato è un problema e bisogna affrontarlo. È inutile far finta di niente ed è chiaro dalla resa della melodia sul finire del ritornello, che incrina l’atmosfera.

Non è più ammissibile questa totale mancanza di rispetto verso la donna, suddita nei confronti della controparte maschile che la schiaccia. Siamo nel 2024 eppure i femminicidi sono a tre cifre, ma questi costituiscono solo la punta di un iceberg che investe tutta la società. Come possono cambiare le cose se le donne vengono ancora viste come inferiori rispetto agli uomini? Se in una coppia l’uomo “porta i soldi” e la donna deve badare ai figli e alla casa? Se, a parità di posizione lavorativa, le donne percepiscono un salario di molto inferiore rispetto agli uomini? Se vengono discriminate sul lavoro perché (magari) hanno il desiderio di diventare madri? Se gli uomini credono di poterle oggettificare, confondendo l’amore con il possesso?

È questa la cattiva educazione ed è grave che se ne debba parlare ancora oggi, perché messa in dubbio anche da chi in realtà dovrebbe proteggerci e tutelarci. Nonostante i dati parlino chiaro. È una piaga sociale e bisogna intervenire.

“Non avevo mai sentito una canzone così ben scritta sul tema, ne condivido ogni verso. È una canzone che non ha paura di essere molto esplicita, perché questo tema è talmente urgente che ha bisogno di quei verbi, di quegli aggettivi, di quelle parole. Nel testo si mette molto a fuoco uno dei modi in cui affrontare il tema: bisogna partire dall’educazione nelle scuole, l’educazione alla prevenzione, l’educazione al consenso”.

Margherita Vicario
Il video de ‘La cattiva educazione’ – Vinicio Capossela e Margherita Vicario

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Il testo de La cattiva educazione

Questa mattina non mi son svegliata
E l’invasore ce l’avevo in casa
Inseguita, controllata, minacciata
Nel tossico vestito dell’amore
Una camicia di veleno quel vestito
Che brucia il tempo e tutte le sue ore
Il pentimento e poi le scuse e il farò meglio
Sono le maschere che hanno armato il coltello

Son stati i padri, è stato il sacrificio
Son stati i rifiuti a cui non si è educati
È stata la cattiva educazione
Che non ha mai insegnato l’emozione
È stato il falso romanticismo
Che non si romanzi più l’orrore e il disonore
Non c’è niente, niente da salvare
Chi ha ucciso, ha ucciso e questo è criminale

E l’abbandono, dicono, e la gelosia
Come se in fondo fosse un poco colpa mia
E un’altra volta è lui a prendere la scena
È ancora lui ad invocare pena
Coi chiodi del possesso alza la voce
La passione che ti porta in croce
Nel silenzio delle porte e poi ti uccide
Con tutto quello che al mondo non si dice

Son state le botte date a mia madre
Son stati i soldi in una mano sola
È stato il domicilio, è stato per mio figlio
Son stati i secoli di fischio al gatto
È stato il corpo esposto e nascosto
Son stati i secoli di cattiva educazione e di prigione
Del corpo offeso dall’amore

Questa mattina non mi son svegliata
E il carnefice ce l’avevo in casa
Non è stata la sfortuna, è stata la maledizione
Che procede di generazione in generazione

Questa mattina non mi son svegliata

Author: Riccardo Meloni

Quando non ho le cuffie o non sono in transenna per un concerto, scrivo. Tra una recensione e un report, sono un insegnante di Lettere.

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