Giordana Angi torna con il singolo Strade dopo la delicatezza del duetto con Sting. Riconnettersi con la parte più vera di sé. L’intervista nell’articolo.

Giordana Angi pubblica il nuovo singolo Strade in radio e streaming da venerdì 18 aprile per Warner Music Italy (disponibile qui), nato durante l’estate e ispirato dai tanti viaggi in Europa, mentre con chitarra e voce apriva i concerti del tour di Sting. Il brano prosegue il percorso iniziato dalla cantautrice a novembre con le uscite di Piano piano (qui un estratto video) e Il nostro amore, versione italiana di For her love cantata in duetto proprio con l’artista britannico.
Il singolo è inserito nella playlist Spotify Inchiostro Power Hits. Seguila qui.
L’intervista a Giordana Angi per la pubblicazione di Strade
Ciao Giordana, benvenuta su Inchiostro Sonoro! Come stai?
Ciao Riccardo! Bene, bene, emozionata. È sempre emozionante dare una parte di te come in questo caso specifico, soprattutto su Strade.
Allora proviamo a raccontarlo un po’. Venerdì (18 aprile, nda) uscirà il tuo nuovo singolo Strade. Torni con una ballata melodica e pop-rock. Cosa ti ha ispirato la scrittura della canzone e a chi ti sentiresti di dedicarla?
Questa canzone nasce quest’estate, in un periodo in cui ho avuto l’onore di aprire i concerti di questa “giovane promessa della musica” (le date europee del tour di Sting, nda). È stato bellissimo, però avevo anche tanta nostalgia di casa. Sono molto legata ai luoghi dove sono cresciuta, ad Aprilia dove ho la mia famiglia, i miei amici di sempre, il mio cane, il mio studio e le mie piante. Durante questo viaggio, sono partita a maggio e sono tornata ad agosto, ho avuto però la fortuna di avere con me mia madre che è andata in pensione da poco, è stata un’assistente di volo per trent’anni. Il tempo quando lavorava era poco, per cui abbiamo avuto l’occasione di stare insieme, di condividere. Come sempre, nella mia vita, la musica mi accompagna, mi accompagna a vivere. Mi appunto sempre dei pensieri, il mio telefono è pieno di note (3817!), per farti capire quanto per me scrivere sia il punto principale di tutto. Quando sono tornata a casa ho rivisto queste note, tra cui quella di Strade. Per me questo testo, non so per quale motivo, rileggendolo è stato autentico, l’ho trovato autentico e mi ci sono rivista. Ho sentito che era giusto, anche se non è un pezzo estivo, è quello che sento.
Sì. Era giusto anche tornare con un brano diverso rispetto a Piano piano, che invece aveva un’atmosfera più solare. Nel testo del nuovo singolo usi la metafora della “strada” per rappresentare il viaggio che ogni persona fa per ritrovare chi ama. Tu stessa prima mi parlavi della nostalgia di casa, degli affetti. Più in generale potrebbe essere anche un po’ il percorso che ognuno di noi fa verso la parte più vera di sé.
Intanto grazie per la considerazione che hai fatto, è stata una cosa molto carina a cui non avevo pensato. Ti ringrazio per averla condivisa. Eh, guarda, queste sono le cose più belle, questa che è successa adesso con te, credo siano le cose magiche della musica, delle canzoni. È per questo che a volte le definizioni stanno strette. Come tutti, penso, nella nostra vita più o meno ascoltiamo la musica, fa parte delle nostre giornate distrattamente oppure volutamente. Credo che ognuno poi la faccia sua. Tu ci hai visto questo che è bellissimo, c’è chi ci vedrà altro, magari anche chi non ci vedrà niente. In questo lascerei libertà a ognuno di vederci quello che sente. Ti racconto questo: c’è un mio amico storico del liceo a cui ho fatto sentire questa canzone, ci tenevo che la sentisse da me, gli ho messo le cuffie e si è commosso. Lui non si commuove mai, ma mi ha detto che ha pensato a suo nonno. Io non me l’aspettavo, non era previsto.
È bello quando ognuno ci trova una parte di sé. Tornando invece al tuo percorso, c’è un momento che si potrebbe definire uno sliding door, che ti ha cambiato la vita?
Ti direi sicuramente Amici, sarà scontato ma forse non lo è neanche. Io ho fatto Amici nell’anno dei miei venticinque anni, avevo già fatto Sanremo Giovani quando ne avevo diciassette. Avevo fatto la prima serata ma ero uscita subito, ricordo che ero rimasta malissimo. Tanti no, tante difficoltà, responsabilità per me, per cercare di aiutare anche la mia famiglia e quindi lavorare. Non riuscivo, non succedeva niente. Prima l’etichetta mi firmava un singolo… Via, non funzioni, via.
Sì, un po’ come oggi… Alla fine purtroppo anche la discografia è molto veloce per cui, se non hai la fortuna di partecipare a un programma tv, inizia a diventare faticoso.
Considera che sono entrata ad Amici alla quinta volta che facevo i provini. Per me la musica è sempre stata un’esigenza, continua ad esserlo, è la prerogativa con la quale cerco di approcciarmi e mi approccio istintivamente alle cose. Sono ovviamente felice se c’è qualcosa in cui anche gli altri si possono ritrovare o se hanno voglia di condividere. Si crea un legame particolare tra l’artista e chi ascolta, un senso di vicinanza, è molto particolare. Però ecco, per me la musica è soprattutto un’esigenza, è importante farlo perché lo sento.
Ti vorrei fare i complimenti per il duetto con Sting su Il nostro amore, trovo sia molto delicato e tanto elegante, ha mostrato anche forse una parte diversa della tua personalità, più leggera e quasi sofisticata. Nell’ultimo anno tu stessa hai raccontato che hai aperto i suoi concerti. Che esperienza è stata per te e cosa conservi?
È stato bellissimo perché ho potuto scoprire Paesi e vedere tramonti che altrimenti probabilmente non avrei mai visto come l’Estonia e la Lituania. Ho scoperto posti meravigliosi, tra l’altro lì sembra che il sole non tramonti mai. Conservo questo, conservo il tempo con mia madre, conservo la paura di salire sul palco. Mi sono preparata più che potevo prima di partire, veramente penso che tutti i miei amici mi hanno detestata perché ero proprio concentrata. Mi ci sono dedicata quasi quanto il mio esame di estetica quest’anno e penso che avevo più ansia per l’esame di estetica.
Anch’io ho studiato Lettere e ho fatto quell’esame, penso di poterti capire (ridono entrambi, nda). Sei riuscita a carpire qualcosa da Sting?
Ero contentissima perché, cantando nella prima parte della serata, avevo un pass che mi permetteva di accedere a tutte le aree del concerto. Quindi in realtà lo osservavo quando faceva le prove, cercavo di capire musicalmente quello che stava succedendo, anche solo il fatto che suonava il basso e cantava nello stesso momento. Per me la naturalezza che aveva sul palco era incredibile. Ero spettatrice, affascinata. Mi sentivo intimorita, poi per fortuna gli applausi li avevo anch’io. Portavo l’EP in più lingue, ma cercavo di cantare anche molto in italiano. Ho cercato di presentarmi al pubblico che non era lì per me nel migliore dei modi.
È anche bello conservarla questa agitazione se si trasforma in emozione positiva. Allora, con Piano Piano, che è uscita lo scorso autunno, è partita la tua nuova collaborazione con Warner Music. È in cantiere un album o è ancora presto per parlarne?
Album non ti so dire, sicuramente canzoni. Un passo per volta, “piano piano”.
E invece per quanto riguarda i live, prossimamente avete qualcosa in programma, magari quest’estate, dove poterti vedere?
Guarda, il mio sogno attualmente è quello di fare dei piccoli teatri, magari piano, voce e archi, una cosa un po’ intima. Spero che questo possa succedere presto.
Te lo auguro. Tornando alla collaborazione con Sting, mi è dispiaciuto vedere sul web, soprattutto su Twitter/X, che ti hanno presa di mira per l’entusiasmo con cui ha sempre parlato, di questa opportunità che Sting ti ha dato di lavorare con lui, di aprire i suoi concerti. Te la senti, ti va di parlarne?
Ci sono rimasta tanto male, mi è dispiaciuto perché poi mi sono sentita attaccata. È successo a causa di una mia risposta, che oggettivamente non era delle migliori, a un utente ma arrivava in un giorno in cui stavo commentando a chi mi scriveva “ma chi è?”, come per prendermi in giro, e pensavo che quello fosse l’ennesimo commento di offesa. Ho risposto con la mia carriera, come a dire “non faccio così schifo”. Non penso che tutti sappiano chi sono.
Ci mancherebbe. A dirla tutta, a me sembra che ultimamente sul web non si faccia altro che punzecchiare qualcuno per vedere una sua reazione istintiva, nella speranza che possa commettere qualcosa di ambiguo o mal interpretabile. La tua risposta andava contestualizzata, bastava soffermarsi sul momento che stavi vivendo per capire la situazione.
Ti ringrazio per la sensibilità, ci sta che quella risposta sia stata fraintesa come presunzione, ma ero solo stanca. È successo che quella risposta è stata ripresa da un altro utente su Twitter e da lì sono partiti gli attacchi. Poi ho anche provato a scherzarci su, sono stata al gioco proprio per far capire che per me lui è un mio mito.
Prima di chiudere, il motto del mio blog è “Ascolta il tuo tempo” che è un invito ad ascoltarsi e a scegliere con consapevolezza e senza fretta la strada da percorrere. C’è una canzone che dedicheresti a questo tema?
Sì, te ne do due. Una è di quel “giovane ragazzo promettente” di cui parlavamo prima (Sting, nda), canzone tra l’altro inserita nella serie Adolescence in una versione bellissima ricca di cori, Fragile, un buon motto per questi tempi. Di cose mie pubblicate, mi piace tanto cantare Dalla parte di chi perché è uno dei pezzi che parlano delle persone e spero di riuscire a fare anche altri brani.
Ti ringrazio Giordana per la chiacchierata e ti faccio il mio in bocca al lupo per il progetto!
Grazie a te Riccardo, a presto!
Il significato di Strade
Scritto da Giordana Angi e prodotto con Fabio Brignone, Strade è una ballata rarefatta che riporta la cantautrice nelle atmosfere pop-rock. Un singolo che dà voce alla nostalgia, mescola alla lontananza il calore degli affetti. È l’amore che rende capaci di conquistare i sogni più impensabili.
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Il testo di Strade
Strade che mi portano altrove
Strade il sole sale con te
Strade tra le linee dei giorni
Strade mi riportano a te
Strade che tornarci commuove
Strade il mio posto qual è
Strade da metterci sogni
Strade mi riportano a te
E ci sei tu con me eri la strada più improbabile
e ci sei tu con me ora la strada è inconfondibile
E anche se non fosse possibile
e anche se non fosse realizzabile
anche se non fosse gestibile
e anche se io fossi troppo fragile
Proverei ogni strada che c’è
pur di tornare da te
sì, proverei ogni strada che c’è
pur di tornare da te
Strade che poi quanta gente
Strade di mille verità
Strade di forti correnti
Strade mi riportano a te
Strade che sono le stesse
Strade che sembrano diverse
Strade di forti silenzi
Strade mi riportano a te
E ci sei tu con me eri la strada più improbabile
e ci sei tu con me ora la strada è inconfondibile
E anche se non fosse possibile
e anche se non fosse realizzabile
anche se non fosse gestibile
e anche se io fossi troppo fragile
Proverei ogni strada che c’è
pur di tornare da te
sì, proverei ogni strada che c’è
pur di tornare da te
Strade senza una meta
Strade che hai voglia ad andare
Strade sono scelte da fare
e ogni strada la faccio con te

