Tiziano Ferro ‘Stadi 26’: il concerto a Padova

Tiziano Ferro si è esibito allo Stadio Euganeo di Padova il 18 giugno per una data del suo tour Stadi 2026. Il racconto del concerto.

Tiziano Ferro Stadi 26 Padova

Tiziano Ferro si è esibito allo Stadio Euganeo di Padova il 18 giugno per una data del suo tour Stadi 26. La serie di concerti supporta il nuovo album Sono un grande (acquistalo qui) ripubblicato in versione deluxe il 12 maggio con l’aggiunta dei duetti con Giorgia, Lazza, Ditonellapiaga e Shiva. Una scaletta devastante e docidi date negli stadi italiani per ritrovare il calore del suo pubblico. La direzione artistica è affidata alla sapiente visione di Claudio Santucci e di tutto il team di Gio Forma, la regia dello show è affidata a Cristian Biondani e al team di Tonico Production.

Il tour Stadi 26 approderà (anche) a Roma con una doppia data e chiuderà a Messina. Date e biglietti qui.
Foto di copertina di Andrea Bianchera.

La recensione del concerto di Tiziano Ferro a Padova

Il tempo si ferma e lo spettacolo parte con immagini subito cariche di poeticità: sui tre maxi schermi una grande casa, all’apparenza deserta, abitata da scale e da figure nere (le versioni di Tiziano Ferro) che le percorrono, alla ricerca. Tutto crolla, tutto sprofonda. È la metafora della vita. Così il cantautore apre il concerto, un percorso a tappe nella sua musica che, da sempre, è un viaggio che attraversa tutto il suo mondo. Tra disincanto e cruda consapevolezza (Cuore rotto, Fingo&Spingo) c’è margine per una nuova alba, per ricominciare di nuovo e con determinazione nonostante il dolore (Sono un grande). Sono questi i momenti che Ferro offre dall’ultimo progetto, il punto sulla persona che è oggi, per lasciare spazio a una scaletta che illumina uno stadio gremito per quasi tre ore di concerto.

La venue si riempie di cori, il pubblico canta, estatico, rapito da un susseguirsi inarrestabile di hit intramontabili. Sono pochi gli artisti del nuovo millennio a poter vantare un repertorio di questo calibro, forte di una verità che non ha fatto sconti neppure allo stesso cantautore, che “ci mette la faccia” e la voce (in gran forma) sul palco. Tiziano Ferro salta, corre su una pedana di oltre venti metri per intercettare gli sguardi di chi lo segue da sempre, si emoziona di lacrime sincere. Quello di Padova è un live strabordante di gratitudine, sicuramente quella del pubblico che si rivede nelle sue storie, ma soprattutto del cantautore: tanti i ringraziamenti alla città e alla regione Veneto che è una sua seconda casa (racconta di aver ricevuto la cittadinanza onoraria da parte del comune di Cavarzere, che ha dato i natali alla sua famiglia paterna).

Guarda il video del concerto di Tiziano Ferro allo Stadio Euganeo di Padova

Dovremmo chiedere scusa a Tiziano Ferro: nelle scorse settimana, dopo la data zero a Lignano Sabbiadoro, sul web si sono rincorsi commenti offensivi sulla sua resa dal vivo, parole basate su pochi secondi di un video amatoriale che non restituiscono il senso della realtà. L’artista non cede alla polemica e lascia che a parlare sia solo la sua musica. Nella setlist alterna le ballate che gli hanno regalato una grande carriera lunga ad oggi venticinque anni, come Il regalo più grande, Sere nere, Non me lo so spiegare e ancora la più recente Accetto miracoli, a episodi r’n’b, genere che ha traghettato proprio lui nel mainstream nostrano nel lontano 2001, momenti carichi di un’atmosfera da club americano: giacca da baseball, in pedana con lui un gruppo di ballerini per L’olimpiade, o ancora Indietro e una versione sorprendente di Rosso relativo.

Tiziano Ferro mancava da tre anni sui palchi della musica live e si è fatto trovare pronto. Voce allenata, che cavalca le linee melodiche delle sue canzoni con grande libertà, presenza scenica che cattura, anche senza effetti speciali. Proprio quando è in solitaria regala i momenti più potenti e carichi di emozione. A guidare il racconto anche i cambi d’abito, simboli di un viaggio di speranza (come quel bianco portatore di una Destinazione mare), perché la vita è bella (Balla per me). Accanto all’intimità del set acustico su una luminosa Potremmo ritornare, il picco emotivo della serata è senza dubbio il tributo a Raffaella Carrà: più che un semplice omaggio, in apertura di E Raffaella è mia, la dedica con A far l’amore comincia tu e il racconto del loro rapporto. Un momento sentito e toccante, che il pubblico ha accolto con stima e affetto.
Con la sua verità Tiziano ha ritrovato la sua voce.

La band e i ballerini sul palco con Tiziano Ferro per gli Stadi 26

Ad accompagnare il cantautore in questo viaggio la band capitanata da Luca Scarpa (direttore musicale dello show) e composta da Gary Novak alla batteria, Tim Lefebvre al basso, Corey Sanchez alla chitarra, Davide Tagliapietra alla chitarra, Gianluca Ballarin alle tastiere e Alessandro Orefice al piano. Sul palco, accanto ai musicisti, anche un corpo di ballo (capitanato dal coreografo Carlos Kamizele) a dare forma ai suoni r’n’b che animano la scaletta del concerto.

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La scaletta dello Stadi 26 di Tiziano Ferro

  1. Sono un grande
  2. Cuore rotto
  3. Fingo & Spingo
  4. Accetto miracoli
  5. La differenza tra me e te
  6. L’olimpiade
  7. Il regalo più grande
  8. Ti scatterò una foto
  9. Hai delle isole negli occhi
  10. Sere nere
  11. Non me lo so spiegare
  12. Indietro
  13. L’ultima notte al mondo
  14. L’amore è una cosa semplice
  15. Il sole esiste per tutti
  16. Destinazione mare
  17. Balla per me
  18. La vita splendida
  19. Ed ero contentissimo
  20. Potremmo ritornare (acustico)
  21. Il conforto
  22. Stop! Dimentica
  23. Incanto
  24. Imbranato
  25. E fuori è buio
  26. La fine
  27. E Raffaella è mia
  28. Alla mia età
  29. Per dirti ciao
    BIS
  30. Rosso relativo
  31. Lo stadio
  32. XXDONO

Author: Riccardo Meloni

Quando non ho le cuffie o non sono in transenna per un concerto, scrivo. Tra una recensione e un report, sono un insegnante di Lettere.

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