Luigi Strangis ha portato il suo Summer 2023 dal vivo al Termoli Summer Fest 2023. Un live speciale tutto in acustico per il debutto del tour. L’intervista e il report del live.

Luigi Strangis si è esibito al Termoli Summer Fest 2023 il 23 luglio nella cornice del Parco Comunale della città. Il debutto del tour con un live tutto in acustico insieme a Nicolò Pagani per dare risalto alla musica e mettere al centro delle esibizioni gli strumenti suonati. Il cantautore, vincitore di Amici 21, è una delle promesse del panorama italiano, attualmente in radio con i singoli Tulipani blu (con Matteo Romano) e Adamo ed Eva. Il suo ultimo album Voglio la gonna è stato pubblicato lo scorso autunno (acquistalo qui autografato).
L’artista sarà in giro per l’Italia per tutta l’estate con il suo Summer 2023 tour, che toccherà la sua Calabria con una tappa speciale ad Acri il 10 agosto. Qui i biglietti.
La galleria fotografica del concerto di Luigi Strangis
Le foto sono state realizzate dalla fotografa Marzia Lamelza per Inchiostro Sonoro. Riproduzione riservata.















A Luigi Strangis la chiusura dei tre giorni del Termoli Summer Fest 2023, prima edizione del festival musicale della cittadina molisana. Prima di lui Nesli, Aiello e Aka 7even. Spogliato di tutte le infrastrutture, il giovane cantautore recupera l’essenza delle sue canzoni vestendole di arrangiamenti frutto della creatività sua e del suo compagno di tour. A brillare è la natura dei brani del repertorio di Strangis, che oscilla tra la tradizione del cantautorato all’italiana e atmosfere rock. Suggestiva e sensuale la rilettura in questo senso di Adamo ed Eva e bella la sorpresa nel bis della cover Knockin’ on Heaven’s door.
L’artista ha emozionato la platea del pubblico mostrando grande sicurezza e padronanza del palco, a cui va sicuramente aggiunta una voce che sa bene come valorizzarsi tra sfumati e il suo graffio caratteristico. Ho apprezzato molto la scelta di proporre un set acustico, soprattutto in un momento come quello attuale in cui è sempre più difficile ascoltare musica priva di effetti, di tracce, di autotune, che rendono complesso capire il valore di un artista. Luigi si è messo in gioco e ha dimostrato di essere non solo un bravo polistrumentista, ma anche un bravo cantante. Nella scaletta non sono mancati i suoi successi più noti Tienimi stanotte e Muro, che sono arrivati al grande pubblico grazie al talent di Maria De Filippi.
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L’intervista a Luigi Strangis
Ascolta e leggi l’intervista di Luigi Strangis ai microfoni di Inchiostro Sonoro, in occasione del Termoli Summer Fest 2023. Intervista curata da Riccardo Meloni.
Ciao Luigi! Intanto come stai? Come sta andando quest’estate?
“Bene, bene, più calda del solito però bene, tanto movimento. Sto ancora tanto in giro, ho ancora tante cose da fare, ancora non è finita e sono contento. Sto andando avanti”.
Benvenuto a Termoli! Sono un po’ emozionato perché questa è la città dove sono nato e cresciuto ed è bello che artisti come voi riescano a far arrivare realtà piccole come questa a una vetrina nazionale. Hai già avuto modo di visitare un po’ la città?
“Purtroppo no, ho avuto poco tempo perché sono arrivato [dal Giffoni] però sembra carina. Ho visto il resort dove stiamo, il mare è stupendo, un bel posto. Bella Termoli. Non la conoscevo per niente, magari ci torno”.
Spero che avrai modo di visitarla un po’. Arriviamo alla musica. L’anno scorso la vittoria ad Amici, poi 2 album, tour e quest’estate la collaborazione con Matteo Romano con Tulipani Blu. Ti senti cambiato dal punto di vista umano dopo tutte queste esperienze? E ti senti cambiato, invece, dal punto di vista del tuo approccio alla musica?
“Beh sì, inevitabilmente sì, anche umanamente comunque cresci, vivi tante cose, tante esperienze che prima non vivevo, incontro tante tante persone ogni giorno che ti danno qualcosa. Quindi inevitabilmente io cambio, poi ho 22 anni, sono un ragazzo come tutti gli altri e a noi ragazzi di oggi piace cambiare, evolversi per non stare mai sulle stesse cose”.
Ho visto anche dai crediti dei tuoi album che stai riuscendo a mettere mano alla lavorazione sia come autore che come produttore. È molto interessante e penso sia bello per te.
“Sì, è un percorso che faccio e comunque è la musica che mi arriva e che mi va di portare, no?Diventa sempre più intima, perché comunque giustamente cresco e ho più consapevolezza anche di quello che io voglio essere. È la giusta crescita. Mi dico sempre che sono un ragazzo di 22 anni, che se voglio sbagliare posso anche non sbagliare, ma posso sperimentare. Son giovane, se non sperimento io chi?”.
Non è una cosa che si vede molto, soprattutto per chi è emergente.
“No infatti, tra l’altro oggi siamo tutti in acustico per questo set preparato per Termoli”.
È molto interessante come scelta. Ieri infatti eri al Giffoni Film Festival, dove hai proposto un set acustico che riproporrai questa sera. C’è qualche piccola sorpresa che hai in mente per il pubblico di Termoli?
“Sì, perché in realtà c’è qualche pezzo in più. Sarà divertente. Diciamo che l’idea era quella di portare anche come prima data [del mio tour] qualcosa di diverso, abbiamo deciso di regalare qualcosa di diverso anche a Termoli visto che non ci siamo mai stati. E abbiamo questo set acustico che è tutto suonato: non ci sono sequenze, non c’è base, non c’è niente. Siamo solo io, Nicolò Pagani, un pianoforte, una chitarra, un basso, un synth. Abbiamo asciugato tutto. Molto figo, vera musica”.
Vera musica, infatti volevo arrivare lì. Rispetto ai tuoi coetanei, musicisti diciamo, la tua direzione musicale è un po’ controtendenza, perché tu hai sempre fatto vedere che ti interessava essere un musicista, quindi lo strumento è al centro della tua produzione. C’è uno strumento che non può mai mancare sul palco con te?
“Eh la chitarra, la chitarra è immancabile. Può mancare il pianoforte, può mancare la batteria, però la chitarra non può mancare, anche perché la chitarra fa parte di me. Siccome la suono anch’io come se fosse un prolungamento del mio braccio”
Una curiosità, c’è invece uno strumento che non sai ancora suonare ma che ti piacerebbe aggiungere alle tue produzioni in futuro?
“Eh, questa è tosta. Perché io in realtà non sono un grande fan di suonare i fiati, ma mi piacciono, sono fighissimi, adoro il sax, anche le trombe. Però suonare uno strumento a fiato no. Forse i timpani proprio enormi, sai quella roba strana, sì i timpani (ride). In realtà un po’ li ho provati, però no dai, anche perché suono il pianoforte, la chitarra, la batteria, diciamo che sono quelli che ritmicamente sono i principali. Questo mi aiuta poi tanto anche nelle produzioni. Poi io nasco come musicista: a 6 anni ho iniziato a suonare la chitarra, poi pian piano mi sono accorto che cantare era anche parte di me”.
Sei anche molto bravo, direi che hai fatto bene. A bruciapelo, un artista che ti ha fatto venire voglia di diventare musicista.
“I Coldplay, i Guns N’ Roses, David Bowie, tanti. I Coldplay hanno quell’aura, quella magia particolare, sono davvero forti. Sai anche chi? Noel Gallagher, perché adoravo il fatto che quando parlava dei suoi primi lavori, del suo primo disco diceva “questi pezzi diventeranno incredibili, li ascolteranno tutti” e nessuno se li ascoltava ai tempi. E poi… Stessa cosa anche Chris Martin, infatti nel documentario c’è all’inizio lui che dice “Huge huge huge”.
Era molto convinto, ci vuole quel fuoco lì quando si comincia.
“Non è mancanza di umiltà, è solo crederci”.
È convinzione. Quando credi tanto in quello che fai, è giusto che tu ci metta tutto il sentimento che puoi.
“Esatto, sì è giusto”.
Una domanda invece per farti conoscere da chi non ha ancora avuto modo di incontrare la tua musica. Qual è, se c’è, la canzone del tuo repertorio che rappresenta di più chi è Luigi adesso?
“Ad oggi? Beh forse ti dico Tracce di te, perché è quella via di mezzo di un cantautorato che mischia varie cose, sperimentale. Ti vorrei dire tante cose in realtà, ma non te le posso dire ancora. Ma quello che vorrei dire è di aspettare settembre”.
Qualche anticipazione ce la puoi dare o ancora no?
“Dico solo settembre”.
L’ultima domanda riguarda il tuo ultimo album. Arriviamo a settembre dell’anno scorso, Voglio la gonna. Che significato ha per te questo titolo?
“È un messaggio di libertà. Libertà di amore e di vestirsi come ognuno vuole, in generale di vivere la vita come ognuno vuole. E il disco parla tanto di amore, perché penso che l’amore ti dia tanta libertà nella vita. Se tu ami, se sei positivo anche verso il prossimo, quindi non si tratta di amore io e una ragazza, si parla di amore verso la vita, universale. L’amore rende liberi, è vero.
Diciamo che questo è il messaggio che senti di voler esprimere adesso con la tua musica.
“Sì, in generale poi quello che voglio esprimere è me stesso. Quindi quello che vivo lo riporto, è un ciclo: vivi, scrivi, fai uscire, vivi, scrivi, fai uscire. Così. Cambia sempre”.
Ti ringrazio per il tempo, è stato un piacere conoscerti. In bocca al lupo per il concerto!
“È stato un piacere, grazie mille!”
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La scaletta del live di Luigi Strangis al Termoli Summer Fest
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- Strano
- Muro
- Occhi lucidi
- Partirò da zero
- Vivo
- Stai bene su tutto
- Tracce di te
- Tienimi stanotte (al pianoforte)
- Sembra Woodstock
- Tulipani Blu
- Adamo ed Eva
Bis - Riflessi
- Knockin’ on Heaven’s door (cover)
- Tienimi stanotte (con chitarra)


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