Bengala Fire ‘Serenissima Malcontenta’: la presentazione alla Mostra del Cinema di Venezia

I Bengala Fire hanno presentato il nuovo singolo Serenissima Malcontenta alla Mostra del Cinema di Venezia e annunciato finalmente l’uscita dell’album di debutto. Brano e cortometraggio raccontano i chiaroscuri delle periferie nell’avventura surreale di un pirata strampalato.

Bengala Fire Serenissima Malcontenta

I Bengala Fire pubblicano il nuovo singolo Serenissima Malcontenta (disponibile qui) in radio e streaming da venerdì 8 settembre per BOC/Pioggia Rossa Dischi/Believe, apripista del loro album di debutto in uscita entro il 2023. I lavori del progetto sono iniziati dopo il terzo posto della band a X Factor 2021 (erano nel tea di Manuel Agnelli), in particolare dal singolo Jack (Non sa) (che ho recensito qui). Serenissima Malcontenta porta le firme dei Bengala Fire (Mattia MariuzzoMario“, anche autore del testo, Alexander PuntelLex“, Andrea OrsellaOrso” e Davide BortolettoBorto“) ed è prodotto da Rodrigo D’Erasmo (che sta lavorando anche alla produzione del disco) e Daniele Tortora.

Ad accompagnare il singolo un videoclip che è un vero e proprio cortometraggio, presentato all’80ª Mostra del Cinema di Venezia il 2 settembre, diretto dal regista Damiano Miotto. La scrittura dello storyboard è stata curata da Alexander Puntel.
Il brano è inserito nella playlist Spotify Inchiostro Power Hits. Seguila qui.

Il videoclip presentato alla Mostra del Cinema di Venezia

“Abbiamo sempre immaginato che i pirati arrivassero dai Caraibi e si appostassero nelle sue isole. Esistono invece anche dei pirati urbani che si nascondono nella terraferma a ridosso della laguna, e colpiscono nella città: Venezia. I Bengala Fire con il loro nuovo singolo li impersonano, ma non arrivano in città per depredare, bensì per ricordare che Venezia non è solamente quel luogo straordinario che siamo abituati ad immaginare. Il bene ed il male non sono sempre e solo la rappresentazione di uno stereotipo, a volte uno prevarica l’altro, e, come in un brutto sogno, il risveglio è sempre amaro.”

Damiano Miotto – regista del cortometraggio
Il cortometraggio di ‘Serenissima Malcontenta’ – Bengala Fire

Il significato di Serenissima Malcontenta

“Venezia, un tempo Serenissima Repubblica di Venezia, racchiude nel suo Comune molte frazioni di terraferma, talvolta radicalmente opposte allo splendore del centro storico: una di queste è Malcontenta. Ci è sembrato il titolo giusto per questo brano, un gioco di parole emblematico.” racconta la band.  “Il brano raccoglie i pensieri di un personaggio immaginario che vive e lavora nel dedalo industriale. La sua è una condizione di forte disagio, tanto che comincia a nutrire un vivo risentimento per il centro storico così opposta al mondo di grigio cemento al quale è abituato. Il suo malessere lo spinge a meditare persino un attentato in Piazza San Marco: si immagina di far parte di una strampalata ciurma di pirati, che navigano il Canal Grande su grandi navi, “piene di tritolo e di carri armati”. Il racconto termina sulle note di uno scanzonato coretto, con il personaggio che, suo malgrado, riemerge dalla sua fantasia.”

Bengala Fire
Bengala Fire Serenissima Malcontenta (2)

Come racconta Mario in conferenza stampa, le canzoni dei Bengala Fire partono sempre da un’idea musicale su cui si innesta il concetto testuale, il nodo da sciogliere nel racconto. Serenissima Malcontenta nasce da una linea di basso di Lex, fil rouge che accompagna tutto il brano, su cui è stata creata in un secondo tempo la struttura; da una jam session alla “vecchia maniera”, chiusi in sala a suonare (da qui la sinergia totale sul palco), è scaturito poi il concept: la periferia di Venezia, il crudo contrasto tra lo splendore del centro e il disagio della terraferma, ricca di industrie e di “paesaggi urbani desolanti”. Il fil rouge strumentale dà l’avvio nella voce di Mario, per prendere corpo nella chitarra e nei cori e diventa la realizzazione concreta dell’umorismo del brano, quando l’ironia si scontra con il grigiore di una realtà che non si accetta.

L’arrangiamento segue il dissidio interiore del protagonista e si fa prima scanzonato poi scuro, spiccatamente rock, e la sensazione che ne scaturisce è di forte straniamento. Come il personaggio fatica a comprendere i chiaroscuri di una città che ha due facce così opposte e decide di agire, decidendo di far saltare in aria Piazza San Marco arruolando una ciurma di pirati, così l’ascoltatore viene portato in laguna per assistere al grande evento: l’ondeggiare leggero delle strofe, a rendere quasi un pizzico di follia, si scontra con le chitarre del ritornello che non lasciano scampo. Il tempo si arresta… poi uno scoppio, la fine. Serenissima Malcontenta, che già nel titolo tradisce l’ossimoro della città che racconta, cambia punto di vista dal particolare all’universale e diventa spunto per una critica costruttiva alla società in cui viviamo, nello specifico i centri delle città, diventate isole che non condividono le opportunità con l’esterno. Così le periferie si svuotano di occasioni, di bellezza. L’invito della band è di provare a riportare i colori nei posti che hanno smesso di contenerne… di tentare di crearsi da soli delle opportunità dove non ci sono per essere totalmente padroni delle proprie scelte, del proprio percorso. Da questo concetto è scaturita una riflessione interessante in conferenza stampa:

“Credo che sia molto reale, molto autentico, che siamo cresciuti in un posto così piccolo [Cornuda, TV n.d.r.], così sperduto, la profonda provincia veneta che non è certo Milano, non è una grande metropoli. Ci rende in un certo senso diversi, che fa sempre piacere, ma anche un po’ veri. Non è una cosa che fanno in tanti dalle nostre parti, è una cosa che ci siamo un po’ creati. Tante cose che sentiamo sono un po’ uniformate, perché vengono dagli stessi circuiti, noi invece non abbiamo opportunità, non tante. Però abbiamo scavato in questo fosso e credo che siamo autentici per questo”.

Mattia Mariuzzo (mario)
Bengala Fire Serenissima Malcontenta (3)

Guardando all’industria musicale, che si muove quasi tutta nell’ambiente milanese, salta subito all’occhio l’omologazione degli artisti, tanto nelle creazioni quanto nel modo di pensare. Allora, se viaggiano tutti sullo stesso binario, non vale la pena provare a crearsi da soli il proprio spazio e avere il pregio di essere originali, autentici? Questa è la sfida dei Bengala Fire, che dalla provincia di Treviso vogliono valicare i confini del territorio da cui provengono e passo dopo passo ritagliarsi uno spazio tutto loro sulla scena, con grande orgoglio e una passione davvero coinvolgente che traspare dai loro occhi quando li si vede suonare.

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Il testo di Serenissima Malcontenta

Io e la mia nausea, noi conviviamo già
ormai 10 anni che cresce in fabbrica
e in ogni angolo della mia città
prescrivono una gialla una gialla cura
ed io mi sento già
più in forma
e ho voglia di piazzare

Una bouncing betty a Piazza San Marco
ormai è tutto pronto manca soltanto
il completo bianco con il C4
sparirà in un lampo
tutti giù

No la mia nausea non è scomparsa ma
l’aria di festa ed il giro in gondola
il mio mal di testa non è scomparso ma
indossa una maschera, è carnevale già
e ho voglia di salpare

Grandi navi sul Canal Grande
piene di tritolo e di carri armati
alla regata granda io e i miei pirati
arremberemo il mondo
tutti giù

Piazzo una bouncing betty a Piazza San Marco
ormai è tutto pronto manca soltanto
il completo bianco con il C4
sparirà in un lampo
frega un cazzo
se alle grandi navi sul Canal Grande
piene di tritolo e di carri armati
alla regata granda io e i miei pirati
arremberemo il mondo
tutti giù

ed io mi sento già
in forma
ho voglia di cantare

Bengala Fire Serenissima Malcontenta cover
La cover di ‘Serenissima Malcontenta’ – Bengala Fire

Author: Riccardo Meloni

Quando non ho le cuffie o non sono in transenna per un concerto, scrivo. Tra una recensione e un report, sono un insegnante di Lettere.

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