Aaron, volto di Amici 22, torna con il singolo Urlare che apre la strada al suo nuovo progetto. Una ballata country-folk che invita ad attraversare le emozioni condividendole con chi ci sta accanto.

Aaron, nome d’arte di Edoardo Boari, pubblica il nuovo singolo Urlare (disponibile qui) in radio e streaming da venerdì 5 gennaio, primo estratto di un progetto di prossima uscita in cui si propone di rileggere il country-folk in una chiave moderna. Classe 2004, il giovane cantautore si è già distinto nell’edizione di Amici 22 in cui si è classificato al terzo posto della categoria Canto, partecipazione a cui ha fatto seguito il primo EP Universale.
Il singolo è inserito nella playlist Spotify Inchiostro Power Hits. Seguila qui.
Il significato di Urlare
“Anche se a volte potrebbe non sembrare possibile, sono convinto che ci sia sempre qualcuno pronto ad ascoltarci in questa società rumorosa e scettica. Esisterà un luogo o una persona che ci sentirà urlare, nonostante i nostri errori, le difficoltà, le mancanze. Qualcuno in mezzo alla folla vedrà il nostro dolore e sarà pronto ad accoglierlo e a guardarci con occhi diversi”.
Aaron
Urlare poggia su un giro di chitarra che detta la ritmica e dà ampio spazio all’emozione della voce, suona come un country-folk d’oltreoceano sullo stile degli OneRepublic del 2013. Aaron ha una timbrica interessante che conquista in questo genere di brani, una vocalità importante che gioca tra il graffio distintivo e il falsetto che si libera leggero in quello che potrebbe considerarsi il ritornello. Tutto l’insieme, come la copertina creata con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale, si muove nella stessa direzione: rendere la sensazione di isolamento e solitudine a cui sembra costringerci la società di oggi. Affogati in ritmi frenetici, assuefatti da immagini sempre più spesso frivole e povere di contenuti, fatichiamo a scalfire il muro di superficialità che ci circonda: se tutte le conversazioni che teniamo sono leggere, per non appesantire chi non è disposto ad accoglierci, che spazio possono mai trovare le emozioni che proviamo? Basterebbe provare un po’ di empatia e rieducarci all’ascolto. La condivisione è libertà, è leggerezza. La stessa che suscita Aaron mentre ci consegna la parola “urlare”, delicata e diretta, svuotata dell’arrangiamento. Un atto di fiducia nell’altro, come un salto nel vuoto.
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© Filiberto Signorello
Il testo di Urlare
E dimmi come stai
che poi sai bene
perché non parli
e se parli mi parli
mi parli dei guai
dimmi come mai
vuoi tacere
che qua è un frastuono
che tuono che sono
se mi tocchi mi fai
così bene che la luce non si vede
così belli che da soli sappiam
Urlare
E scappa dove stai
che poi stai bene
è solo un affanno
se fanno di un danno l’inferno che c’hai
dentro il letto se non mi vedi
dentro i sogni
se cadi giù
tu sai che con me puoi
Urlare
È come se stanotte che il mondo cade giù
e non è tardi anche facessi l’alba
calma
Come la nascondi la voglia di tornare
tornare anche se non hai una casa
calma
(Vuoi urlare)



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