Ermal Meta si è esibito all’Hall di Padova il 15 maggio per una data del suo Live club 2026. Un concerto che prova a spezzare il silenzio. Il racconto del concerto.

Ermal Meta si è esibito all’Hall di Padova il 15 maggio per una data del suo Live Club tour 2026. La serie di concerti supporta il nuovo album Funzioni vitali (acquistalo qui) pubblicato dopo la partecipazione a Sanremo 2026 con Stella stellina. Attraversando i più importanti club italiani, il cantautore sceglie le emozioni crude del palco per ritrovare l’entusiasmo del pubblico. Scenografia minimale e luci che danno forma agli stati d’animo dell’artista, il live non è solo un viaggio nel repertorio di Ermal, ma prova anche a spezzare il silenzio che abita il sentire collettivo. Nell’articolo il racconto del concerto di Padova e le foto dello spettacolo di Milano (al Fabrique).
Il tour nei club si chiuderà a Napoli il 23 maggio, ma sono già state annunciate le nuove date che vedranno Ermal Meta impegnato sui palchi delle grandi venue estive. Date e biglietti qui.
La recensione del concerto di Ermal Meta a Padova
L’Hall si anima di un buio sospeso e l’attesa è riempita da un coro di voci di bambini, festosi, simbolo di ingenuità e purezza. L’atmosfera del club è la dimensione perfetta per accogliere l’energia della setlist, in cui i brani del nuovo album dialogano con i classici del repertorio a disegnare un racconto fatto di ricordi, consapevolezze e desiderio di condivisione. L’artista sul palco si dona totalmente, saltando su ogni centimetro di palco e lasciando libera la sua voce potente, tra le più talentuose del panorama italiano, leggera e sognante sulle canzoni d’amore poi determinata sui brani “sociali” che, più di tutti, hanno segnato la sua carriera.
Tutto il concerto si muove attorno a unico nucleo tematico: la ricerca di un antidoto al dolore (causato da conflitti interni o universali), in un confronto tra poli opposti dove la sofferenza è mitigata dal ricordo e dall’immaginazione, nel tentativo di recuperare quel “sé” bambino (“il mondo si rialza col sorriso di un bambino”) che abita la vita con una speranza euforica (Levi’s 501). Durante la serata Ermal Meta regala aneddoti di esperienze passate che lo hanno reso la persona che è oggi: ritorna in scaletta Buio e Luce – già cantava “sognerò cieli sereni, mentre il vento soffia su di me” – il singolo dalle Nuove proposte di Sanremo 2010 (con la band La fame di Camilla) che lo ha fatto conoscere al grande pubblico, emblema di quella sana gavetta che permetteva agli esordienti di “farsi le ossa” senza il rischio di bruciarsi, proprio come racconta di aver fatto il cantautore con il gruppo, diviso tra la gioia della partecipazione al Festival, la “nipote” in arrivo (figlia di uno dei componenti) e l’ennesima data di un tour “infinito”.
Canta “È il tempo che passa e non lascia niente, non ho capito com’è che mi ha fatto dimenticare di te” (Il braccialetto della fortuna) ma restituisce alla verità la consapevolezza di aver inseguito l’amore, un sentimento capace di dare luce in un giorno di pioggia “la felicità non te la posso garantire, ma la tristezza te la posso risparmiare” (Nina e Sara), quando “il mondo uccide i sogni che ho” (Almeno tu): la relazione con l’altro è la risposta del cantautore agli ostacoli, non a caso la sezione più emozionante del concerto è essenziale, acustica; cristallizza la volontà di condivisione in Gravita con me “è l’amore quello che ci salva” e Volevo dirti, solo voce e chitarra, intime e reali, e apre “all’anima solidale” e umanitaria del live. Laddove Umano si increspa nella disillusione verso un mondo corrotto e reso fragile dai potenti, Stella stellina rappresenta il sogno ritrovato di una primavera possibile solo se siamo insieme. Un momento toccante, il pensiero va a tutti i bambini vittime delle guerre (e soprattutto alle vittime di Gaza “Evviva la resistenza palestinese”) e tutta la platea risponde all’appello: il pubblico dimostra di aver compreso il messaggio della canzone, dedica il silenzio alla riflessione e alza dei fogli, su ciascuno il nome di un bambino e regala la commozione sul volto del cantautore.
Con il tour nei club Ermal Meta porta in scena se stesso e i suoi sogni, vividi attraverso canzoni che rappresentano lo specchio del suo percorso di vita (Ironica), alti e bassi da vivere senza paura. “Il mondo fa schifo ma almeno abbiamo la musica” confessa durante il concerto e splende chiaramente la fotografia di un artista che sa maneggiare le note come terapia, turbinio di emozioni che provano a dare voce alla speranza, a mostrare che gli errori del passato possono raccontarci ma non ci impediscono di disegnare un futuro nuovo, diverso. “Non questa volta”. Un racconto di umanità, forte della presenza in sala di rappresentanti di Una Nessuna Centomila e Emergency, un invito ad abbracciare la vita.
La galleria fotografica del concerto di Ermal Meta a Milano
Il foto racconto del live di Ermal Meta al Fabrique di Milano del 12 maggio attraverso gli scatti del fotografo Massimiliano Di Stefano. Riproduzione riservata.











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La scaletta del Live club 2026 di Ermal Meta
- Certe cose
- Ragazza Paradiso
- Vietato morire
- Oggi un anno fa
- Spaghetti in bianco
- Almeno tu
- Non mi avete fatto niente
- DeLorean
- Io ti conosco
- Levi’s 501
- Il braccialetto della fortuna
- Avanti
- Piccola anima
- Ferma gli orologi
- Medley: Gravita con me – Volevo dirti – Molto bene molto male – Nina e Sara
- Umano
- Il campione
- Buio e luce
- Stella stellina
- Tutto già visto
- Ironica
- Funzioni vitali
- Droni
- Mediterraneo
- Dall’alba al tramonto
- Un milione di cose da dirti
