Alice Merton, Mint: la recensione del mantra per vivere con lo stesso coraggio dei nostri sogni

Alice Merton ha pubblicato il 18 gennaio il suo album di debutto Mint, anticipato dalla hit No roots e dai singoli di successo Lash out Why so serious. Ora in radio con Learn to live, Alice Merton invita a vivere con lo stesso coraggio dei propri sogni.

Alice Merton è al suo debutto discografico con il primo album Mint, pubblicato il 18 gennaio. La sua è una favola pop: racconta la storia di una giovane ragazza, Alice, che trasforma il suo disagio (il doversi trasferire a causa del lavoro del padre) in forza, un valore aggiunto che fa confluire nella sua musica insieme ai colori e alle atmosfere dei posti che ha vissuto e delle persone che ha conosciuto. Anticipato dai singoli Lash out Why so serious ma soprattutto dalla hit mondiale No rootsMint è un album giovane e con un’energia contagiosa, un’autobiografia fresca su ritmi accattivanti.

Un invito alla leggerezza: è questo il senso profondo di Mint e fil rouge che lega insieme gli undici brani che ne compongono la tracklist. C’è tanto vissuto in questo album, ogni tassello del puzzle racconta episodi realmente accaduti ad Alice Merton visti però da una prospettiva nuova (anche matura, se si pensa che l’artista cosmopolita ha solo 26 anni) al sapore di menta, lo stesso di quel tè che era solita prendere per esorcizzare le sue paure e i suoi attacchi di panico. Basta pensare alla sua hit No roots e al suo seguito ideale Homesick: una delle difficoltà dell’essere adolescenti è senza dubbio quella di trovare degli amici sinceri con cui confidarsi e confrontarsi; diventa quasi impossibile però se si è costretti a ricominciare da zero in un posto nuovo, con la sensazione di essere indietro e di sentirsi inadatti. Alice ha preso questa paura e l’ha plasmata in inno indie rock (No roots) e in una trascinante pagina di diario (Homesick), per raccontare la bellezza di coltivare rapporti e di “impacchettare ricordi” al di là della vicinanza alle persone con cui questi si condividono: “No I don’t get homesick but I’m sick when I’m without you, and I don’t feel lonely, I just wanna be alone with you”.

Si parla di rapporti in Mint e di sentimenti, ma soprattutto amicali: le amicizie sono fondamentali, a volte però è necessario tirare via i rami secchi, quelle relazioni di comodo o che poggiano sull’interesse, se uno dei due letteralmente scompare e torna a farsi vivo quando si sente solo o ha bisogno; non sono sincere e lo ammette anche Alice che ironizza sul non serbare rancore in I don’t hold a grudge, pop a tratti dance, quasi liberatorio “non chiedere scusa, non farti vivo, non serbo rancore e so che è la cosa giusta”2 Kids è invece la celebrazione di un’amicizia fondata sulla sintonia di due ragazzi che scelgono la via più difficile, puntando sulle loro idee e sulla loro visione della musica decidendo di aprire un’etichetta discografica indipendente (la Paper Plane Records): un viaggio da quella fermata del bus che li ha fatti incontrare fino alla grande città, piena di sogni e speranze (romantico il verso del brano “Watching the lights ‘cause they look so pretty”).

E ancora amore, ironico e scanzonato in Funny businesssentito ed emozionante in Honeymoon heartbreak (a detta della Merton l’unica canzone d’amore presente nell’album), uno di quei brani che si sentono a casa nella produzione dei Florence + The Machine per similarità di tematica: capita spesso di innamorarsi di qualcuno e di vivere con trasporto (forse eccessivo) quel sentimento vestito di euforia, che presto svanisce senza capirne bene il motivo (è il fenomeno del ghosting“quando ti sembra di annegare e non c’è nessuno in grado di tirarti su” (racconta la cantautrice). Mint è un disco autobiografico che affronta vis-à-vis le paure, è un invito a vivere con lo stesso coraggio dei nostri sogni tuttavia non prendendoci mai troppo sul serio (Why so serious). È un’esperienza catartica scoprire di avere la forza, come un fuoco che arde dentro di noi, per raggiungere gli obiettivi che ci prefissiamo (Lash out). Quello che conta (Learn to live) è che ci sentiamo liberi di vivere rispettando noi stessi e gli altri, non facendoci ingabbiare dalle nostre paure e dalle reazioni (a volte ipotetiche) delle persone che ci sono vicine.

Mint è il primo album in studio della cantautrice tedesca Alice Merton, pubblicato il 18 gennaio 2019 dalla Paper Planes Records e prodotto da Nicolas Rebscher. La cantautrice si esibirà il 22 maggio sul palco della Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, mentre il 23 sarà in scena ai Magazzini Generali di Milano (biglietti disponibili qui).

Tracklist:

  1. Learn to Live
  2. 2 Kids
  3. No Roots
  4. Funny Business
  5. Homesick
  6. Lash Out
  7. Speak Your Mind
  8. I Don’t Hold a Grudge
  9. Honeymoon Heartbreak
  10. Trouble in Paradise
  11. Why So Serious

Voto: ★★★★

alice merton mint cover
La cover di Mint

 

Una risposta a "Alice Merton, Mint: la recensione del mantra per vivere con lo stesso coraggio dei nostri sogni"

Add yours

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: