Brutta TV a Storie Italiane, talk show della Rai in cui tutti i presenti hanno giustificato il cyberbullismo che ha subito Alessandra Amoroso. Il servizio pubblico dovrebbe diffondere il rispetto, non la maleducazione.

È una vergogna che la Rai, servizio pubblico per cui paghiamo un canone, non prenda le distanze da comportamenti che andrebbero stigmatizzati. E invece è andata in onda lunedì 19 febbraio a Storie Italiane, talk show mattutino, una puntata in cui Alessandra Amoroso, vittima di cyberbullismo, è stata colpevolizzata e fatta passare per l’artista capricciosa che non sa stare al gioco (ma quale gioco? Subire offese, commenti sessisti e “auguri” di morte sarebbe parte del gioco?). Nel totale silenzio della conduttrice Eleonora Daniele.
Una volta la Rai era la TV educativa, dell’istruzione, era davvero servizio pubblico. Ora è satura di pressapochismo e leggerezza su temi che andrebbero affrontati con maggiore delicatezza e cura.
Sono stufo della superficialità con cui vengono trattati tutti i temi importanti in televisione: un talk dietro l’altro in cui sono invitate personalità (per lo più opinionisti o giornalisti) spesso incompetenti a chiacchierare come fossero al bar. Ennesima occasione persa. Sarebbe stato sicuramente più utile e interessante accendere un dibattito su possibili soluzioni alla questione cyberbullismo in rete: come arginare il problema? È davvero giusto che ci siano persone che vomitano insulti, cattiverie, offese sui social senza che subiscano conseguenze?
Questo è il modo in cui andrebbe trattato l’argomento, sicuramente non colpevolizzando la vittima. Diffondiamo il rispetto, non giustifichiamo la maleducazione.
La clip della puntata di Storie Italiane su Alessandra Amoroso
Segui Inchiostro Sonoro anche su Google News.

