Michelangelo Vood pubblica il singolo Due morsi, secondo estratto che apre la strada all’album d’esordio. Un amore alle battute finali intonato alla Luna.

Michelangelo Vood pubblica il nuovo singolo Due morsi (disponibile qui) in radio e streaming da venerdì 23 febbraio per Carosello Records, secondo estratto dopo 2000 anni. Insieme i brani tracciano il percorso che porterà alla pubblicazione del suo album di debutto in arrivo questa primavera. Giovane cantautore lucano (di lui ho già parlato lo scorso anno, leggi qui) stabilitosi a Milano, dove attualmente lavora anche come Insegnante di Lettere, sta costruendo un progetto coerente un passo alla volta, tra lo studio di registrazione e la gavetta nei club milanesi. Con Due morsi pubblica una canzone intima, sincera e verace, liberatoria per tutti coloro che si sono trovati a fronteggiare delle promesse d’amore puntualmente disattese.
Il brano è stato co-scritto da Michelangelo Vood, Dema (Fabio De Marco) e Gobbi (Giuseppe Gobbi), prodotto da Giordano Colombo con il contributo ai synth di Donato Di Trapani (già musicista per Colapesce Dimartino, Paolo Nutini e altri) e alle chitarre di Nicolò Carnesi, realizzato con il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.
Il singolo è inserito nella playlist Spotify Inchiostro Power Hits. Seguila qui.
Il significato di Due morsi
«L’atmosfera sospesa di “Due morsi” riflette gli strascichi di un amore finito, ma che fatica a tramontare nell’animo di chi l’ha vissuto. Il sentimento di abbandono si fa strada nel protagonista, sale la delusione di esser stato lasciato “come gli avanzi di 2 giorni fa”. Lo sconforto si trasforma in una preghiera, in una disperata fuga notturna alla ricerca dell’altra persona. Ma lì fuori non c’è nessuno, solo la Luna a farci compagnia. É il secondo singolo tratto dal disco, è un’altra tessera del puzzle che ci condurrà al mio primo lavoro discografico. Con una sfumatura di romanticismo diversa rispetto al precedente singolo “2000 anni”, questo è un brano che si muove in un contesto urbano costellato di immagini vivide e quotidiane, vicine alle esperienze vissute da ognuno di noi».
Michelangelo Vood
Atmosfera rarefatta ed elettronica crepuscolare aprono l’arrangiamento di Due morsi, nuovo capitolo del cantautore che qui mescola la sua cifra indie a uno stile che vira verso i lidi del pop. Un amore che non si riesce a lasciar andare, che si consuma lentamente nella passione delle ultime volte, fugaci e rubate come “due morsi” dati e messi da parte. La voce di Michelangelo calda e sfumata ci regala un’interpretazione leggera e sognante, accompagnata dalle pennellate della chitarra elettronica suggestiva nelle strofe. È la consapevolezza della fine “e non è cambiato niente”, quel “ti svegli” intonato quasi a cappella come una doccia fredda… Non resta altro che la musica cantata alla Luna per esorcizzare l’abbandono.
Bel passo avanti di Michelangelo Vood, Due morsi resta coerente nel percorso del cantautore ma suona più incisivo grazie ad un arrangiamento che unisce suggestioni elettroniche a un ritornello orecchiabile. Punta a rimanere impresso.
Segui Inchiostro Sonoro anche su Google News.
Iscriviti alla newsletter


© Alessandro Treves
Il testo di Due morsi
Due morsi
dove sei mi hai lasciato a metà
discordi
tra gli avanzi di due giorni fa
e non è cambiato niente
ti spogli
due morsi e te ne vai
Giocavamo a non ridere tu non vincevi mai
ti ho cercato per tutta la notte fino alle 6
Sotto la luna na na na
cantare prova sa sa sa sa sa
sì provo a non amarti anzi
a non vederti mai mai mai mai mai
e avevamo tutto senza avere niente
un ultimo bacio sotto le macerie
non basta un ti amo per
per non lasciarsi mai mai mai mai mai
Due morsi
più che fame era un’ancora per
per dormire da me
non tornare in hotel
i tuoi soliti bluff
e non è cambiato niente
ti svegli
ti vesti e te ne vai
ogni volta che ho detto “mi manchi”
tu hai detto “okay”
ti ho cercato per tutta la notte fino alle 6
Sotto la luna na na na
cantare prova sa sa sa sa sa
sì provo a non amarti anzi
a non vederti mai mai mai mai mai
e avevamo tutto senza avere niente
un ultimo bacio sotto le macerie
non basta un ti amo per
per non lasciarsi mai mai mai mai mai
e dopo aver gridato
a tutto l’isolato
ogni tua abitudine
ho svuotato pareti
ho pregato per te
Sotto la luna na na na
cantare prova sa sa sa sa sa
sì provo a non amarti anzi
a non vederti mai mai mai mai mai
e avevamo tutto senza avere niente
un ultimo bacio sotto le macerie
non basta un ti amo per
per non lasciarsi mai mai mai mai mai
e avevamo tutto senza avere niente
la rivoluzione sotto le coperte
non basta un ti amo per
per non lasciarsi mai mai mai mai mai



One thought