Michelangelo Vood ‘Non c’è più tempo’: un manifesto generazionale – intervista e recensione

Michelangelo Vood ha pubblicato il suo album di debutto Non c’è più tempo. Un disco-manifesto con cui il cantautore racconta le ansie e le aspirazioni di una generazione. Video intervista e recensione del disco nell’articolo.

Michelangelo Vood Non c'è più tempo intervista

Michelangelo Vood pubblica il suo album di debutto Non c’è più tempo (acquistalo qui) venerdì 10 maggio per Carosello Records. Il disco è il coronamento di un percorso avviato da una manciata di singoli-anticipazione come Due morsi (la recensione qui). Lucano d’origine e milanese d’adozione, Michelangelo si innesta con gusto nel filone del cantautorato italiano ispirato ai grandi del passato, ma non rinuncia al tocco di contemporaneità che ricava dalla sua passione per il brit-pop e il folk rock.

L’artista, al suo primo anno di docenza presso una Scuola secondaria superiore, ha fatto ascoltare il disco in anteprima ad alcuni alunni di quinta, un’esperienza di grande fiducia e scambio. Sarà in tour quest’estate per presentare al pubblico il suo progetto (calendario in aggiornamento).

  • 4 giugno – Fringemi Festival – Spazio Pontano 35 – Milano

Guarda l’intervista a Michelangelo Vood di Inchiostro Sonoro

Michelangelo Vood presenta l’album Non c’è più tempo nell’intervista curata da Riccardo Meloni per Inchiostro Sonoro.

La video-intervista a Michelangelo Vood

«Tutti i giorni penso che io della vita non ci ho capito niente. Alla mia età i miei genitori avevano già una casa, un lavoro stabile e due figli, io invece sto a Milano in affitto con altre 3 persone, ho un lavoro precario e a malapena potrei prendermi cura di un cane, figurati di un figlio. Nella testa sento un orologio che non si ferma mai, mi dice che non c’è più tempo, che devo muovermi se non voglio rimanere un fallito per tutta la vita. E io mi muovo, ma non so dove sto andando. Paura, amore, futuro, solitudine, sacrifici, rassegnazione, speranza, metropoli, genitori, amicizie, provincia, delusione, fame, treni, scelte, dipendenze, fallimenti, insonnia, verità. Ho messo tutto questo nel mio primo disco».

Michelangelo Vood

Non c’è più tempo è il racconto di un viaggio che attraversa le ansie, le fragilità e i sogni di un ragazzo di trent’anni che sta costruendo con coraggio la sua realtà. L’album, caratterizzato da un lirismo che attinge alle immagini del quotidiano, ha un carattere spiccatamente autobiografico eppure le esperienze del cantautore diventano la traccia di un manifesto generazionale. Michelangelo Vood sa dipingere con onestà la precarietà in cui vivono i giovani oggi, le loro incertezze sul futuro. Cantautore romantico, di un romanticismo letterario, attraversa le emozioni e le fa vivere in un flusso di cui metafora è il viaggio: parte con Millennium Bug, l’inizio del suo cambiamento personale e professionale con “quel giorno di novembre solo dentro a un treno” ed esorcizza le paure in Debole (su un arrangiamento dal gusto internazionale).

Come in un romanzo di formazione, chiude con la title-track dall’eco di Niccolò Fabi, come una carezza/farmaco di fiducia apre una finestra di speranza nel futuro nonostante i muri e il disincanto. Ottime premesse per un artista che, con questo debutto, mette a segno un bel tassello.

© Alessandro Treves

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La tracklist di Non c’è più tempo

  1. Millennium Bug
  2. Debole
  3. Luna elettrica
  4. Scemo
  5. Contavo su di te
  6. Sangue e sudore
  7. 2000 anni
  8. Due morsi
  9. Cinema Paradiso
  10. Non c’è più tempo
L’esibizione di Michelangelo Vood a Radio 2 Social Club con ‘Luna elettrica’

Author: Riccardo Meloni

Quando non ho le cuffie o non sono in transenna per un concerto, scrivo. Tra una recensione e un report, sono un insegnante di Lettere.

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