Niccolò Fabi: ecco ‘Io sono l’altro’ e l’importanza dell’empatia – testo e video

Niccolò Fabi presenta Io sono l’altro, primo tassello dell’atteso album Tradizone e Tradimento. Un titolo schietto e vero per un brano che invita ad avere empatia, ad indossare i panni dell’altro per provare a comprenderlo e rispettarlo.

Niccolò Fabi è un dono prezioso per la musica italiana e per tutti, indistintamente, la sua lontananza dalle scene si era sentita non poco. Dopo l’annuncio del tour e dell’album in arrivo Tradizione e Tradimento (acquistabile qui), ecco il primo singolo Io sono l’altro (disponibile qui). Già dal titolo così vero e schietto, il cantautore invita a riflettere, a mettersi nei panni dell’altro: dà vicinanza alle sue parole accostandole alla vita vera, fatta di persone reali con vissuti, con vestiti diversi dai nostri “Quelli che vedi sono solo i miei vestiti, adesso vacci a fare facci un giro e poi mi dici”. L’altro siamo noi.

Viviamo in un tempo che non sta facendo sconti all’amore, un tempo che preferisce l’egoismo e la chiusura alla comprensione e alla conoscenza dell’altro. In fondo, è sempre facile guardare al proprio piccolo, ai propri bisogni, ai propri diritti… Perché mai cercare di entrare nel vissuto di un estraneo, se questo non mi porta alcun beneficio? Anzi, soprattutto se comprenderlo e accettarlo arreca un “danno” alla mia “libertà”? Quant’è semplice parlare di libertà estrapolandola dalla tela di significati che racchiude: rispetto, tolleranza (nonostante sia un termine che apprezzo poco), empatia. Per fortuna la musica ci sta ricordando che, in quanto esseri umani, dobbiamo esserci per l’altro, per il diverso da noi, fare il possibile per non minare la sua di libertà.

Lo stesso Fabi ha commentato così il brano: «Esiste un’espressione ‘In Lak’ech’ che nella cultura Maya non è solo un saluto ma una visione della vita. Può essere tradotta come “io sono un altro te” o “tu sei un altro me”. Che si parta dalla mistica o dalla fisica quantistica si arriva sempre alla conclusione che l’altro è imprescindibile nella nostra vita e che siamo solo particelle di un tutto insondabile. Allora l’empatia diventa non solo un dovere etico, ma l’unica modalità per sopravvivere, l’unica materia che non dovremmo mai dimenticarci di insegnare nelle scuole. Conoscere e praticare i punti di vista degli altri è una grammatica esistenziale, come riuscire ad indossare i loro vestiti, perché sono stati o saranno i nostri in un altro tempo della vita. Io sono l’altro è anche il titolo di una delle canzoni di questo disco nuovo».

Il testo di Io sono l’altro:

Io sono l’altro
sono quello che ti spaventa
sono quello che ti dorme nella stanza accanto
Io sono l’altro puoi trovarmi nello specchio
la tua immagine riflessa
il contrario di te stesso

Io sono l’altro
sono l’ombra del tuo corpo
sono l’ombra del tuo mondo
quello che fa il lavoro sporco
al tuo posto

Sono quello che ti anticipa al parcheggio
e ti ritarda la partenza
il marito della donna di cui ti sei innamorato
sono quello che hanno assunto
quando ti hanno licenziato
quello che dorme sui cartoni alla stazione
sono il nero sul barcone
sono quello che ti sembra più sereno
perché è nato fortuna
o solo perché che ha vent’anni di meno

Quelli che vedi sono solo i miei vestiti
adesso facci un giro e poi mi dici
e poi…

Io sono il velo che copre il viso delle donne
ogni scelta, opposizione, che non si comprende
Io sono l’altro quello che il tuo stesso mare
lo vede dalla riva opposta
Io sono tuo fratello, quello bello

Sono il chirurgo che ti opera domani
quello che guida mentre dormi
quello che urla come un pazzo
e ti sta seduto accanto
il donatore che aspettavi per il tuo trapianto
sono il padre del bambino handicappato
che sta in classe con tuo figlio
il direttore della banca dove hai domandato un fido
quello che è stato condannato, il Presidente del consiglio

Quelli che vedi sono solo i miei vestiti
adesso vacci a fare facci un giro e poi mi dici
e poi mi dici
mi dici…

Niccolò Fabi Io sono l'altro cover
La cover di ‘Io sono l’altro’ – Niccolò Fabi

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