Magmamemoria di Levante, la recensione: guardare al passato per conquistare il presente

Levante ha pubblicato il suo quarto album in studio Magmamemoria, il primo sotto una major. Passato presente e futuro si fondono in un unico flusso color cremisi, che avvolge tutto di un manto di consapevolezza.

Levante ha pubblicato il nuovo album Magmamemoria (disponibile qui) e sta dimostrando con fierezza di essere una cantautrice. Raramente si ha il piacere di ascoltare degli album caratterizzati da una personalità così forte, eppure Levante, al suo quarto capitolo discografico (e sotto una major), ha pubblicato un disco che non scende a patti con il pop da classifica di oggi. “Lo sai che sei fuori moda?” le dice con affetto Carmen Consoli, facendole gli auguri per questo nuovo percorso. La cantautrice in Magmamemoria vuole mettersi a nudo e bruciare tutte le maschere, quelle di Bravi tutti voi, che stanno plasmando una società sempre più vuota e superficiale, che non ha più coscienza del vero, della memoria.

L’intensità degli archi apre il viaggio dell’album a rendere il senso di eternità attributo della memoria: l’arpeggio di chitarra dipinge il flusso che arde e zampilla come da un vulcano, cremisi inestinguibile che avvolge tutto in una coltre di consapevolezza – non a caso la copertina diventa un manifesto, una dichiarazione di poetica. Il tempo, in questo flusso di passato presente e futuro, è il protagonista di Magmamemoria: si dice “il tempo cura le ferite” e, in effetti, sembra essere così per Levante che ha fatto pace con i suoi ricordi. Un sospiro ed ecco il coraggio di scrivere la dedica al padre Arcano 13, su una tessitura leggera di pianoforte: l’effetto usato per registrare la voce rende tutta l’emozione di un colloquio mancato, di un messaggio lasciato in una segreteria mai ascoltata, struggente.

A volte basta prendere le giuste distanze dagli eventi che ci segnano e guardarli con occhio esterno “perché ho dovuto perderti per ritrovare il bello di te?”. Il ricordo diventa nostalgia “mi allontano e sono sempre qua” e nasce Lo stretto necessario, quadro dolce e malinconico in omaggio alla sua Sicilia, qui raccontata con onestà a due voci con Carmen Consoli: un bel passaggio di testimone per un brano dal sapore cinematografico, con un basso che ricorda le atmosfere degli anni Novanta. Magmamemoria mostra grande maturità a partire proprio dallo studio fatto sugli arrangiamenti: i suoni di quella decade vengono ripresi e riletti in chiave contemporanea, impattati dalla Budapest Art Orchestra che regala un tocco di meraviglia.

Melodia ed elettronica vestono Antonio, la dedica appassionata all’ex compagno (Diodato). Nessun giro di parole, non c’è retorica ma solo sincerità nel parlare di un amore che, pur finito, è stato vero. Vale sempre la pena cercare la felicità e correre il rischio di amare e lasciarsi amare “se apro le braccia volo”. Non manca la punta di cinismo tipica della sua penna “L’amore non esiste, nel futuro prossimo sorge al mattino e muore in questo ciclo cosmico… niente di più”. Ricorda le atmosfere di Here with me della cantautrice britannica Dido, emozionante la coda orchestrale.

“Memoria” è anche l’essere ancorati al passato e aver paura del futuro. Ecco allora che il tempo, come un mosaico, si colora di istanti che diventano rabbia, se non si ha il coraggio di abbandonare il dolore vissuto. Il giorno prima del giorno dell’inizio non ha mai avuto fine è forse l’emblema di Magmamemoria “che ci faccio col tuo ricordo, mi ci pulisco il culo”, in cui Levante riversa la sofferenza, l’abbandono, la rabbia per un amore senza futuro e troncato nello stesso modo in cui si chiude il brano, improvviso. Il rancore viene letto dai due punti di vista opposti, provato e subito, in Saturno “così ti ho ucciso amore, ti ho consegnato il tuo dolore ed io mi nutrirò del tuo rancore” e Rancore “Metto in ordine dall’a alla z le tue imperfezioni, per tenere tutto a mente e non ripetere gli errori”.

Saper andare avanti aiuta a prendere coscienza di quello che è stato (Reali) e acquisire consapevolezze. Spesso la fine di una storia mostra ciò di cui si ha realmente bisogno: per timore di rimanere soli, capita di “accontentarsi” e ritrovarsi ingabbiati in un rapporto che lentamente annulla la personalità e inesorabile tinge di grigio il quotidiano “mi ricordi che il rancore non è mai servito a niente e invece è utile saper distinguere l’amore dal rumore”. Non si può correre da soli sulla strada di una vita insieme, fatta solo di aspettative disattese. Per vincere in coppia “bisogna giocare allo stesso sport”, racconta la stessa Levante in una recente intervista, “per essere felici in due ci vuole allenamento” Regno animale. L’amore va coltivato e complicità e rispetto sono le chiavi per una relazione che poggia su basi preziose, quando al centro ci sono il volersi bene e il venirsi incontro, quando il compromesso non diventa rinuncia ma regalo. In Magmamemoria Levante fa tesoro del suo vissuto, guarda al passato per non commettere gli stessi errori, abbandona il rancore perché dalle ceneri possa nascere la felicità… “andrà tutto bene”.

Magmamemoria è il quarto album in studio della cantautrice Levante, il primo pubblicato con l’etichetta Warner Music Italy edito il 4 ottobre 2019 – nel disco trovano spazio anche i due romanzi Se non ti vedo non esisti Questa è l’ultima volta che ti dimentico. Alla produzione nuovamente Antonio FilippelliDaniel Bestonzo (che ha curato gli arrangiamenti degli archi). Levante è attualmente in giro per l’Italia per incontrare i fan e firmare le copie dell’album, in attesa della data evento al Mediolanum Forum di Assago del 23 novembre (qui le info).

In concomitanza con il Festival di Sanremo 2020 è uscita la riedizione del disco con il brano presentato in gara Tikibombom e altre chicche.

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🌺🌹🌼SANREMO 2020🏵🌸🌻 Highlights! Levante porta se stessa sul palco, non modificando nulla del suo stile e della sua cifra autorale.
Powerballad con arrangiamento contemporaneo e testo come sempre tagliente. Un brano
inlusivo che racconta tutti, soprattutto quelli lasciati indietro da una società che si fa scudo
nell’omologazione, nella forza del branco. “Siamo terre mai viste prima, siamo il vento e non la
bandiera” siamo tutti, senzadistinzione 🌈
All'altezza ⚖ Rancore – concentratissimo e preciso, ogni parola è una stilettata. La produzione del nuovo Mida
del pop Dardust si sente. “Se ogni scelta crea ciò che siamo, che faremo della mela attaccata al
ramo?” la mela è il simbolo della scelta per antonomasia e qui incarna il sistema di
cause-conseguenze che regola la realtà. Davvero pensiamo che ogni nostra scelta non abbia un
peso? 🎭
Concreto 🏹 Piero Pelù – un rock morbido per la dedica rassicurante al nipotino appena nato,
che come un eroe dei racconti per ragazzi ha un mare infinito di possibilità davanti
a sé “sei molto di più di quello che credi”. Strofe con una ritmica serrata,
trascinante, che tuttavia si perde un po’ nel ritornello 🎸
Nonno rock 🔥#inchiostrosanremo Le pagelle dei brani in gara sul blog, link in bio! 🌈
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La tracklist di Magmamemoria:

  1. Magmamemoria
  2. Andrà tutto bene
  3. Bravi tutti voi
  4. Regno animale
  5. Reali
  6. Questa è l’ultima volta che ti dimentico
  7. Se non ti vedo non esisti
  8. Il giorno prima del giorno dell’inizio non ha mai avuto fine
  9. Saturno
  10. Rancore
  11. Lo stretto necessario (con Carmen Consoli)
  12. Antonio
  13. Arcano 13

Voto: ★★★★/5

Levante Magmamemoria cover
La cover di ‘Magmamemoria’ – Levante

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