Margherita Vicario è in tour con il suo nuovo progetto Showtime, un concerto che rompe le barriere della riflessione. Il report del live all’Hall di Bologna e le foto della fotografa Sabrina Lelli all’Estragon di Bologna.

Margherita Vicario si è esibita il 5 dicembre all’Hall di Padova per una data del suo Showtime Tour 2023, serie di spettacoli conclusa il 6 a Bologna per supportare il suo nuovo progetto multimediale Showtime – raccolta di canzoni tra cui Magia, Canzocina e Ave Maria legata alla pubblicazione di un podcast (ascoltalo qui) di discussione su grandi temi (donna nella società, ambiente, guerra). Sul palco ad accompagnare la cantautrice la sua band composta da Micol Touadi (cori), Davide Sollazzi (percussioni), Stefano Rossi (basso), Michele Mariola (chitarra), Cristiana Della Vecchia (tastiere, programming).
“Può la finzione scenica essere più vera della realtà?” è l’interrogativo che mi sono posto alla fine del concerto di Margherita Vicario, artista poliedrica e capace di raccontare la realtà con uno stile coraggioso e diretto ma mai eccessivo. È una cantautrice che “ci mette la faccia” (e la voce), non è una semplice attivista come va di moda in questo periodo ma lascia che sia la sua arte in primo luogo a parlare: i messaggi di cui si fa portavoce sono rispecchiati totalmente dalla sua musica, non si tira indietro. Nella scaletta trovano spazio anche alcuni estratti dal podcast.
Il pubblico è febbrile, sono le 21, è tanta la voglia di immergersi nel racconto. Sale la band e la corista apre le danze e dà l’annuncio come in un varietà d’annata “Ora inizia Showtime”. Il concerto che la Vicario porta in scena è meta-teatro, è lo spettacolo che svela se stesso ed è centrale, in questo senso, la presenza di uno specchio come a voler dire “Questa sono io, benvenuti nel mio mondo”. Trovo affascinante e significativa la coincidenza della data a Padova proprio il 5: quella stessa mattina nella città veneta si sono svolti i funerali di Giulia Cecchettin, vittima di femminicidio, e lei apre sulle note di Ave Maria riflessione amara sulla figura della donna e su quanto sia ipocrita la nostra società. La cantautrice dedica un pensiero alla ragazza e il pubblico la segue con un applauso caloroso, come un abbraccio, poi una richiesta:
“Bisogna onorare la vita e, come dice il nostro Presidente Mattarella, facciamo più rumore possibile”.
Margherita Vicario e il pensiero a Giulia
Lo spettacolo entra dirompente nella realtà e rompe le barriere della riflessione: “C’è chi sostiene che essendo una donna dovrei fare un figlio per essere felice, proprio lo stesso che sotto alla gonna ha infilato una mano e mi ha tolto la voce” svela la cultura fortemente maschilista che permea il modo di pensare collettivo, di una società che, dietro alla morale cattolica, scade nel moralismo e non riesce a prendere le distanze dal giudizio verso l’altro e in particolare verso la donna, indissolubilmente legata all’idea del peccato. La voce di Margherita è frenetica, scandisce il testo e maneggia con cura e precisione le parole consegnandole a una platea (a cui regala Astronauti) conquistata dalla forza dello show, vuole che si comprenda chiaramente il suo messaggio con un’interpretazione figlia delle sue esperienze attoriali. Il legame tra lei e i presenti in sala è indubbio, la sensazione è di un dialogo a cui tutto il pubblico partecipa con grande coinvolgimento. Non è comune che si verifichi questo tipo di complicità, è la prova di quanto l’artista sia riuscita a lasciare un segno con ogni tassello del suo repertorio, intonato dal primo all’ultimo pezzo dalla sala come in un coro. L’artista ne è consapevole, infatti decide di omaggiare il pubblico presentando l’inedito Dove te ne vai / Vieni qui (titolo ancora provvisorio), un amore travagliato su una melodia dal gusto retrò anni Sessanta, ispirato alle grandi interpreti della canzone italiana.
Un repertorio che raggiunge quest’anno il decennale, così i musicisti lasciano il palco per garantire alla Vicario di guadagnare la tastiera al centro della scena. Le luci tutte puntate su di lei, l’atmosfera è di grande intimità. Ripercorre il suo debutto su Nota Bene, il suo “testamento nell’arte”, e Occhio ai vetri. È spigliata, grande intrattenitrice, gioca e volteggia sul palco (divertente il duetto con Micol, grande vocalità, su Piña Colada, uno dei suoi maggiori successi) e cerca l’interazione dei fan. Una carica di energia, frizzante e irriverente come la sua musica, nelle travolgenti Orango Tanto e Troppi preti troppe suore, tra le più apprezzate della serata, o ancora Romeo (“degli arroganti temo solo l’ignoranza”) nel boato degli astanti. I suoi testi, sempre ricchi di immagini e di poesia, si specchiano nella necessità di emanciparsi dalle aspettative altrui, di educarsi alla libertà che non può prescindere dal rispetto. E Ababuè, ormai consueto finale di viaggio prima del bis, risuona in una preghiera laica, un coro all’unisono che riempie il club e che mostra come siamo tutti parte attiva di un cambiamento che deve partire da noi (Come noi, “ad ispirare le persone dimmi come si fa”).
La galleria fotografica del live di Margherita Vicario a Bologna
In questa galleria il punto di vista della fotografa Sabrina Lelli. Gli scatti sono del concerto del 6 dicembre all’Estragon di Bologna.





























La chiusura è affidata alla struggente Magia, che ho raccontato qui, e a Pincio, inno alla sorellanza dedicato a Elena Cecchettin e il pensiero vola in un ritornello catartico e liberatorio. Una serata speciale e un tour di grande successo per una delle artiste di punta del panorama italiano, che sicuramente dovrebbero avere più risonanza. Margherita Vicario è il chiaro esempio, uno dei più lampanti, di come la musica e l’arte più in generale possano giocare un ruolo fondamentale nella diffusione di valori importanti, di messaggi necessari come il rispetto, il rifiuto della violenza, la libertà di decidere e autodeterminarsi. La prova sta tutta nella risposta del suo pubblico, che non si fa trovare impreparato e dimostra la voglia di piantare un seme di speranza per un futuro più luminoso.
Inchino.
La scaletta dello Showtime Tour 2023 di Margherita Vicario
Segui la scaletta del concerto di Margherita Vicario nella playlist di Inchiostro Sonoro ⬇
- Ave Maria
- Come va
- Astronauti
- DNA
- Troppi preti troppe suore
- Canzoncina
- Mandela
- Pina Colada
- Dove te ne vai / Vieni qui (INEDITO)
- Fred Astaire
- Giubbottino
- Nota bene
- Occhio ai vetri
- Per un bacio
- Se riesco parto
- La meglio gioventù
- Orango Tango
- Romeo
- Abaué
- Come noi
- Magia
- Pincio

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