Fulminacci ha concluso la parte indoor del suo Infinito +1 tour 2024 con la data al Gran Teatro Geox di Padova. Un anti-eroe della musica italiana. Il racconto del concerto e le foto della tappa all’Estragon di Bologna della fotografa Sabrina Lelli.

Fulminacci sta girando l’Italia con il suo Infinito +1 tour, giunto alla conclusione della sua parte indoor nei palasport al Gran Teatro Geox di Padova il 24 aprile ma pronto a ripartire quest’estate, sui palchi dei festival più importanti della penisola (biglietti disponibili qui). La serie di concerti supporta la pubblicazione dell’ultimo album Infinito +1 (acquistalo qui), somma delle diverse anime dell’artista che da sempre mescola cantautorato e melodie pop accattivanti – Tutto inutile, +1, Baciami baciami sono solo gli esempi più recenti.
Sul palco al fianco della cantautore la sua band composta da Claudio Bruno (chitarra), Riccardo Roia (tastiere e fisarmonica), Giuseppe Panico (tromba e filicorno), Riccardo Nebbiosi (sax), Lorenzo Lupi (batteria), Roberto Sanguigni (basso). Nell’articolo il racconto del concerto che ha tenuto a Padova e le foto della seconda data all’Estragon di Bologna del 23 aprile.
Guarda la videogallery del concerto di Fulminacci a Padova
“Parliamo di tutto
Dei sogni, del mondo
Del fatto che ti amo, di brutto”
Le luci si spengono, la voce di un’annunciatrice scandisce il calendario del tour completamente sold out per farci “scendere alla fermata ferroviaria” davvero gremita della venue padovana, tappa conclusiva, e con poche frasi riprese dalla sua Tattica ci fa immergere nei contenuti del concerto: sogni, realtà e tanto amore. È una dichiarazione di poetica condita con la sua solita ironia palpabile. Un viaggio di circa due ore da Borghese in borghese a Santa Marinella, omaggio alla sua (per ora) unica partecipazione a Sanremo, un gesto romantico, e tutto ciò che sta nel mezzo a rendere la misura di un live che invita a guardare la realtà con la giusta prospettiva. “Io canto la mia opinione così che si diffonda” e “se ci guardassimo da lontano, sarebbe tutto un po’ più piccolo, un po’ più facile” sono il chiaro manifesto di un artista che non ha pretese di verità, ma esorta a riflettere sul fatto che quello che siamo (e pensiamo) non è altro che il frutto delle nostre esperienze. Potremmo definirlo un anti-eroe della musica italiana, del tutto privo del divismo dello star system, pregio che gli garantisce la freschezza e il divertimento tipico degli outsider. E a dirla tutta, le sue capacità e il suo percorso di maturazione artistica gli ritagliano uno spazio meritato tra i migliori cantautori della scena attuale.
Guardandolo esibirsi ci accorgiamo che, dietro il velo d’ironia, siamo di fronte ad un artista che è qui per fare sul serio: l’impegno e la crescita di Fulminacci sono tangibili già dallo staging, il suo modo di vivere il palco insieme alla band a creare spesso un unico corpo in coreografie a tempo di musica; ma anche dalla cura dei dettagli della messa in scena, elegante, da gran serata, con giochi di luci e ledwall, che non si sono limitati alla semplice proiezione statica del palco ma hanno riprodotto le immagini dinamiche da più angolazioni con un’attenzione quasi cinematografica, dando l’impressione di guardare un videoclip. L’effetto, soprattutto sulle ballate, è davvero suggestivo.
Poliedrico, come in un varietà Fulminacci veste i brani in scaletta con grande gusto: così riesce ad alternare il funky di Ragù e la disco music di Figli delle stelle ne La vita veramente con atmosfere più eleganti quasi swing (grazie all’apporto dei fiati, speciale l’assolo di sax su Aglio e olio), nei momenti intimi e romantici, e altre tipiche dei club, spinte in suoni techno come la sezione del medley caratterizzata dai brani più sperimentali del suo repertorio Un fatto tuo personale, Resistenza e soprattutto Le ruote, i motori che ha fatto letteralmente tremare la venue, cambiando il passo del concerto. Catartici i cori su Aglio e olio, San Giovanni e ancora Le biciclette, momenti speciali della serata che hanno dimostrato grande trasporto emotivo e una connessione profonda tra Fulminacci e il suo pubblico. Non sono mancati momenti caotici di puro divertimento, come lo scambio degli strumenti sul palco in Tommaso. Di tutti questi salti musicali, a rimanere coerente è lo stile del cantautore, dotato di una firma sempre riconoscibile, al di là del genere. E il pubblico glielo riconosce, coinvolgimento totale della platea che non ha smesso di cantare con l’artista dalla prima all’ultima nota.
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Le foto del concerto all’Estragon di Bologna
Il foto-racconto del live all’Estragon di Bologna attraverso gli scatti della fotografa Sabrina Lelli. Riproduzione riservata.



























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La scaletta dell’Infinito +1 tour 2024 di Fulminacci
- Borghese in borghese
- Miss Mondo Africa
- Spacca
- Brutte compagnie
- Ragù
- Tutto inutile
- Filippo Leroy
- Le biciclette
- Simile
- Una sera
- Occhi grigi
- La siepe
- San Giovanni
- Così cosà
- MEDLEY Un fatto tuo personale
Canguro
Resistenza
Le ruote, i motori! - La vita veramente
- Aglio e olio
- +1
- Tattica
- Baciami baciami
- Tommaso (con scambio strumenti)
- Santa Marinella



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