Diodato ‘La mia terra’: la dedica a Taranto in Palazzina LAF

Diodato pubblica il singolo La mia terra colonna sonora del film Palazzina LAF di Michele Riondino. Una dedica d’amore infinito alla loro Taranto.

Diodato La mia terra

Diodato torna con il nuovo singolo La mia terra (disponibile qui), in radio e streaming da venerdì 17 novembre, colonna sonora film Palazzina LAF di Michele Riondino, nelle sale italiane dal 30 novembre. Il brano segue la pubblicazione dell’album Così speciale (acquistalo qui autografato) in cui è confluito e dei singoli Occhiali da sole, Ci vorrebbe un miracolo e la title-track (qui la recensione). Si tratta della quarta collaborazione con il cinema: lo scorso anno la partecipazione alla colonna sonora di Diabolik con Se mi vuoi, risale al 2021 L’uomo dietro il campione e nel 2019 Che vita meravigliosa (leggi la recensione), grande successo di pubblico e critica.

Ho avuto il piacere di vederlo dal vivo a Padova ad aprile, per una delle date del suo Così speciale tour (qui il racconto del concerto e la videogallery). Il singolo La mia terra è inserito nella playlist Spotify Inchiostro Power Hits. Seguila qui.

LEGGI IL REPORT E GUARDA IL VIDEO DEL CONCERTO DEL DIODATO LIVE 2023

Il significato di La mia terra

“… Parla di pioggia, di lacrime e di tamburi che battono un ritmo di guerra. Ma parla anche di fiori bellissimi e di un amore infinitamente grande”.

Michele Riondino in merito a La mia terra
Il video de ‘La mia terra’ – Diodato

La mia terra è il coronamento della collaborazione tra i due artisti e amici, da anni al lavoro insieme per Uno maggio Taranto Libero e Pensante per provare a dare un futuro nuovo e diverso alla loro terra. E Taranto è proprio la protagonista del brano (e del film), a lei questa dedica accorata e soave. Diodato canta di sottrazione, la sua voce si fa veicolo della storia della città che parte dalla sua fondazione che si svela pian piano nella prima strofa con una poetica ricorsività, così il mito di Etra e Falanto diventa il sogno di una nuova vita, il desiderio di un futuro prospero da cui ripartire. La mia terra vive di contrasti, come la voce del cantautore che riempie i bassi e gli alti, quasi un coro tragico, come quello tra le strofe e il ritornello: le prime frenetiche e struggenti, ritmiche, è la concitazione della guerra, il pathos della sofferenza di una terra che sembra non potersi sottrarre al suo destino; ma poi tutto si scioglie nella catarsi del ritornello, in una melodia aperta che si lascia attraversare da una speranza luminosa in forza di un “eppure” avversativo, in posizione iniziale, a far intendere che c’è sempre spazio per il “sogno fatato”, per “i fiori bellissimi” di una nuova vita (mi piace pensare siano gli stessi della copertina dell’album Così speciale).

È il racconto di un grande amore, di un progetto di vita condivisa che si incarna nel viaggio (che vive nell’arrangiamento epico del brano) dei due personaggi: Falanto andò via da Sparta insieme alla moglie Etra e ai Partheni per fondare quella che sarebbe stata l’unica colonia spartana, Taranto. L’eroe si rivolse all’Oracolo di Delfi di concedergli un un segno con cui capire quando sarebbe giunto il momento opportuno per la fondazione, così l’oracolo sentenziò: “Quando vedrai piovere dal ciel sereno, conquisterai territorio e città”. Un giorno, deluso, si sedette con il capo poggiato sulle gambe della moglie. Etra, stanca e scoraggiata, iniziò a piangere… Il significato di Etra è proprio “cielo sereno”. Era il segno. Falanto comprese che l’Oracolo si riferiva alle lacrime della moglie, così diede inizio alla fondazione della città partendo dalla zona di sbarco, Saturo.

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Il testo di La mia terra

Pioggia, pioggia che cade
Pioggia che cade e che batte sul viso
Pioggia che cade senza preavviso
Mi desta dal sogno
Pioggia che cade da un cielo sereno
In queste lacrime a ciel sereno
C’è un destino segnato
La mia terra ho trovato

Terra, su questa terra
Per questa terra faremo la guerra
E questa terra non avrà più pace se non nella guerra
Terra di fuochi e di mare
Terra di sangue e di sale
Rossa di minerale
Tra scirocco e maestrale

Eppure amore mio
Non si è mai spezzato
Questo sogno fatato
Che ci tiene legati con tutto l’amore alla terra
Che non abbiamo difeso
Ed ora è un campo minato
Su cui crescono fiori bellissimi

Guerra, fumo di guerra
Fumo di guerra che colora il cielo
Fumo che ha ucciso il mio cuore sereno
Ma è sempre più nero
Fumo che mangia il futuro
Che ogni respiro scongiuro
Ai tamburi si afferra
Su un ritmo di guerra

Eppure amore mio
Non si è mai spezzato
Questo sogno fatato
Che ci tiene legati con tutto l’amore alla terra
Che non abbiamo difeso
Ed ora è un campo minato
Su cui crescono fiori bellissimi

Diodato La mia terra cover
La cover de ‘La mia terra’ – Diodato

Author: Riccardo Meloni

Quando non ho le cuffie o non sono in transenna per un concerto, scrivo. Tra una recensione e un report, sono un insegnante di Lettere.

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