Diodato si è esibito al Teatro Toniolo di Mestre il 5 ottobre per una data del suo primo tour nei teatri. Un live visionario tra i colori delle emozioni. Il racconto del concerto.

Diodato si è esibito al Teatro Toniolo di Mestre il 5 ottobre per una data del suo primo tour nei teatri. Il cantautore sta calcando i palchi dei teatri più prestigiosi d’Italia per supportare la pubblicazione del suo ultimo album Ho acceso un fuoco (acquistalo qui), le cui intenzioni confluiscono nei nuovi arrangiamenti dei brani della serata. Consolida così un’annata vissuta da protagonista della scena musicale, dopo la splendida partecipazione a Sanremo 2024 con Ti muovi e la vittoria dei premi David di Donatello, Nastro D’Argento e Amnesty International come miglior canzone originale e della Targa Tenco alla miglior canzone singola per La mia terra.
Ad accompagnare Diodato in questo nuovo viaggio musicale la band composta da Rodrigo D’Erasmo (violino, arpa elettrica, percussioni), Orazio Nicoletti (che ha sostituito Gabriele Lazzarotti al basso per questa data), Alessandro Comisso (batteria), Simona Norato (tastiere, percussioni, chitarra elettrica, cori), Lorenzo Di Blasi (piano, toys e cori) e Andrea Bianchi (chitarre elettriche e acustiche e cori). Il tour, già quasi tutto sold out, continuerà fino a fine novembre con la tappa conclusiva prevista a Parma. Qui il calendario e i biglietti. Prodotto e organizzato da Magellano Concerti.
Foto di copertina di Giulia Pagano.
Rivivi le emozioni del concerto di Diodato al Teatro Toniolo di Mestre
Una voce fuori campo accende la platea, è Diodato che fa una richiesta: abbandonare i cellulari per godere al meglio dell’esperienza e coglierne l’essenza. Così le luci si spengono e il cantautore guadagna la scena sulle note del suo ultimo singolo Un atto di rivoluzione, insieme inizio e fine di quello che capiremo sarà il messaggio che l’artista vuole comunicare con lo spettacolo.
“Forse raccontarsi un’emozione
è ancora un atto di rivoluzione”.
Un percorso di due ore ininterrotte in cui Diodato esplora la verità delle emozioni umane partendo dal suo vissuto. La sua intimità diventa corpo per una riflessione collettiva “non è vero che sei il solo, non è vero” e la parola chiave è “condivisione”. Potente e vibrante, il concerto va oltre la dimensione musicale e si fa visionario, forte della collaborazione con il regista Filippo Ferraresi: nella prima parte, quella più introspettiva, tutti gli elementi del palco diventano attori nel movimento e si mettono al servizio del significato. Scevro d’egocentrismo, Diodato fa un passo indietro ed è spesso in penombra, solo la sua voce è in primo piano, misurata e cristallina, l’emozione palpabile è la protagonista assoluta nel teatro. Non solo sul palco, anche in platea tutto il pubblico è stregato dalla magia che tutto l’insieme riesce a regalare.
Il live di quest’anno, diverso dall’esperienza nei club del 2023, è un viaggio intenso in cui ogni canzone è parte di un percorso che vuole uscire dalla soggettività, che dalla crisi e dalla sofferenza cerca di trovare delle risposte, una speranza nella condivisione. Diventa chiaro dalla scaletta, di cui tornano a far parte brani assenti da un po’ (Solo, Paralisi), ma giocano un ruolo fondamentale nel racconto i colori abitazione le emozioni cantate: i tormenti dell’animo in rosso (Mi fai morire, La mia terra) lasciano il campo al blu dell’empatia che vive nell’apertura verso l’altro (Così speciale, Occhiali sa sole), per poi risolversi in un giallo-arancio che tinge di speranza la seconda parte della serata totalmente dedicata alla condivisione. Cercare insieme le soluzioni possibili ai problemi significa cercare la bellezza nelle piccole cose abbiamo dentro e intorno a noi… Che vita meravigliosa.
Introspezione e riflessioni portate in scena grazie all’interazione tra il cantautore, i musicisti e le luci che abitano l’atmosfera e riempiono i pannelli fluttuanti sul palco. Numerosi sono i momenti coinvolgenti, su tutti Cosa siamo diventati densa di uno struggimento viscerale in cui Norato e D’Erasmo diventano i personaggi della canzone, la fine di un rapporto, e Babilonia, il cantautore in penombra da solo sul palco, picco emotivo che arriva forte come uno schiaffo dopo la verità di Adesso, l’inizio della catarsi “ed io ritorno a credere sia possibile ogni cosa, questa sana follia”. Brillano la cura dei dettagli e di ogni singolo suono che diventa concreto, conquista il trasporto con cui ogni musicista si consegna al pubblico. Diodato e la band tutta hanno portato in scena uno spettacolo visionario che ha il coraggio di attraversare le emozioni di petto, senza paura, accendendo un fuoco che sarà difficile da spegnere.
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La scaletta del Diodato Nei teatri 2024
Segui la playlist con la scaletta del concerto di Diodato su Spotify 👇🏻
- Un atto di rivoluzione
- Mi si scioglie la bocca
- Ubriaco
- La luce di questa stanza
- Mi fai morire
- Quello che mi manca di te
- Solo
- Paralisi
- Cosa siamo diventati
- Così speciale
- La mia terra
- Cucurrucucu Paloma
- Ma che vuoi
- Ormai non c’eri che tu
- Occhiali da sole
- Un’altra estate
- Adesso
- Fino a farci scomparire
- Fai rumore
BIS - Babilonia
- Ti muovi
- Molto amore
- Che vita meravigliosa


Aspettavo l’orario per leggere la tua recensione!
Direi un’alisi perfetta, anzi “illuminante”: non avevo associato colori/emozioni. La mia postazione insolita in piccionaia, mi ha cmq dato modo di apprezzare anche l’elegante regia.
Diodato mi svuota dal brutto e mi riempie di bello.
Ho creato un po’ di attesa, spero sia stata ripagata 🙏🏻 ti ringrazio! È il senso della sua musica per me, c’è sempre uno sguardo di speranza su tutto, non ci abbandona mai alla solitudine.